Maradona, il suo Pallone d’oro è all’asta: chi sarà il prossimo proprietario?
All'asta l'iconico trofeo rubato dalla camorra nel 1989 e ritrovato otto anni fa. Gli eredi chiedono ora la restituzione.
Dopo il furto della camorra e il ritrovamento casuale in Francia, continuano le speculazioni attorno al Pallone d’oro, vinto da Maradona nel 1986 per i Mondiali in Messico. L’iconico trofeo verrà messo all’asta, ma gli eredi ne reclamano l’appartenenza.
Pallone d’oro Maradona, un mistero lungo 27 anni
Correva l’anno 1986. La città di Parigi premiava Diego Armando Maradona come migliore giocatore dopo i Mondiali in Messico. Il trofeo era, naturalmente, un pallone d’oro a grandezza naturale. Solo tre anni dopo, nel 1989, si apprese la notizia della rapina alle cassette di sicurezza del Banco di Napoli, dove la famiglia del Pibe de Oro custodiva i propri beni. Poco dopo si scoprì che i responsabili del furto erano otto membri del clan di Giuseppe Misso.
Le dichiarazioni degli stessi alle autorità e le voci che circolavano portarono tutti a pensare che il trofeo fosse stato fuso e trasformato in lingotti d’oro. Da quel momento anche Maradona dovette arrendersi, anche se il ricordo del trofeo rimase una ferita aperta nel cuore del Pibe de Oro, tanto che in occasione dei suoi 60 anni dichiarò: “Rivoglio indietro il Pallone d’Oro rubato dalla camorra”.
Inaspettatamente, nel 2016, esattamente il 28 gennaio, il trofeo fu casualmente ritrovato integro dal gallerista franco-algerino Abdelhamid B. L’ex gioielliere, durante un’asta, si trovò di fronte una cassa con oltre 150 trofei sportivi, tra cui lo storico pallone dei Mondiali dell’86. In seguito, una perizia in 3D confermò l’autenticità dell’oggetto ritrovato.
La casa d’asta Aguttes metterà all’asta il trofeo d’oro in data 6 giugno 2024. Il prezzo di partenza è da capogiro: si aggira tra i 12 e i 15 milioni di euro, ma dato il valore storico e sentimentale legato al premio, potrebbe in realtà valere molto di più. Il dissenso maggiore proviene proprio dagli eredi di Maradona, che reclamano la proprietà del trofeo. Dati gli antecedenti, non si esclude che la procura di Napoli potrebbe aprire un’indagine per stabilire una sentenza finale.
La domanda che tutti si pongono adesso è: “Chi sarà il prossimo proprietario di uno dei cimeli più famosi nella storia calcistica?”

