La Baia di Trentaremi, un’imperdibile location storica come il suo nome
La Baia di Trentaremi, nome storico per un posto incantevole dalla storia lunghissima
La Campania è davvero diversificata. Ogni zona è diversa dall’altra e unica per le sue irripetibili caratteristiche.
E ciò vale anche soltanto per la città metropolitana di Napoli. È possibile trovare al suo interno davvero qualsiasi tipo di realtà, incredibilmente distante da un’altra presente in zona.
Il quartiere Posillipo, locato proprio a Napoli, ad esempio, è uno scrigno di meraviglie.
Si dà il caso si tratti di un posto tra i più chic e ambiti della città metropolitana per via della qualità di vita ini presente, della tranquillità che emana, dell’architettura caratteristica e del panorama notevole che è capace di offrire.
Al suo interno sono nascoste molte gioie, più note o meno conosciute ai più, e tutte infinitamente peculiari. Molte riguardano delle spiaggette caratteristiche e nascoste davvero incantevoli.
Tra esse è presente la Baia di Trentaremi.
La Baia di Trentaremi
Facente parte dell’Area Marina Protetta del Parco Sommerso di Gaiola, e locata anche a ridosso dell’isola di Nisida, la Baia di Trentaremi non può essere raggiunta via terra. Per questo motivo, per godere appieno e da vicino delle sue meraviglie, vi è la necessità di accedervi via mare.
Si tratta di un luogo dotato di acque limpide e cristalline e di peculiari grotte in tufo giallo, che i Romani erano soliti estrarre illo tempore per poi rivendere altrove il bottino racimolato. Un blocco di tufo della baia veniva valutato ben trenta tareni (monete dell’antica Roma). Col passar del tempo e il tramandarsi della storia, i trenta tareni sono divenuti, nel racconto comune e storpiato, Trentaremi. E il nome della zona è rimasto perciò proprio questo.
Si annoverano ben otto cave tufacee, di cui due naturali e visitabili in toto, mentre le altre hanno visto lo zampino dell’uomo.
La più famosa è la Grotta del Tuono, una cava che è dotata di una struttura con volta a botte, caratteristica che le fornisce un suono amplificato, principalmente quando le onde si infrangono al suo interno.
Molto nota è anche la Gotta di Acampora, che è dotata di ben tre cunicoli separati per l’accesso. Tramite uno di essi è possibile arrivare fino alla Casa rossa, proprio la dimora Acampora di un tempo.
Le restanti hanno invece subito ritorsioni dalle estrazioni di tufo susseguitesi nel corso dei secoli o sono semi sommerse.

