Il Comune di Napoli contro l’iperturistificazione: più equilibrio tra residenti, turisti e studenti
Si discute in Consiglio Comunale il PUC, piano urbanistico comunale, per una regolamentazione nel Centro Storico di Napoli.
Il Comune di Napoli ha stabilito una variante regolativa bis al Prg per la sicurezza del Centro Storico Unesco dall’iperturistificazione, con il conseguente aumento spropositato di b&b e case vacanze.
Freno ai b&b nel centro storico, va protetto il patrimonio culturale
Martedì 18 giugno, sono giunte in Consiglio Comunale le linee guida del nuovo Prg, raccolte nel Puc, acronimo che sta per Piano urbanistico comunale. Il titolo della delibera è indicativo: “Verso il nuovo Piano Urbanistico della Città di Napoli: per una Città Giusta, Sostenibile e Attrattiva” firmata dal sindaco Gaetano Manfredi e dalla vicesindaca Laura Lieto.
Partendo dal vecchio Prg, sono state apportate delle modifiche: per ogni insediamento costruito dai privati ci deve essere una percentuale più o meno paritaria di superficie di “attrezzature pubbliche”, vale dire di servizi di cui i napoletani possano usufruire gratuitamente. L’esempio più recente è la costruzione del nuovo Palaeventi al Centro direzionale al quale corrisponde un parco dello sport pubblico. Cambiano dunque le regole di ingaggio. In questo contesto la parte pubblica, ovvero il Comune, metterà a disposizione la grande riserva di suolo pubblico che ha a disposizione e il suo stesso patrimonio immobiliare.
«L’esasperazione dei processi di iperturistificazione commerciale e abitativa da un lato, e di abbandono e spopolamento dall’altro, hanno impoverito o distorto il ruolo di questo patrimonio. Napoli non è esente da queste dinamiche estreme in alcune parti del centro storico, ma continua comunque a garantire una straordinaria vitalità e ricchezza immateriale. Ciò consente di prevedere percorsi di valorizzazione del capitale culturale urbano e del patrimonio storico, con rilevanti ricadute sui processi di rigenerazione socialmente orientati» si legge nella delibera.
Bisogna tutelare l’equilibrio nell’indice di residenzialità a un livello tale che il Centro storico non perde la sua identità. Bisogna dunque «Contenere e invertire i processi di gentrificazione attraverso una pluralità di azioni sia sul versante dell’offerta abitativa pubblica convenzionata e di sostegno all’affitto per le fasce sociali fragili: categorie familiari disagiate, immigrati, studenti universitari, anziani, sia sul versante del governo delle attività ricettive extra-alberghiere con la regolamentazione delle destinazioni abitative, contingentamento delle attività ricettive extra alberghiere in specifiche parti della città storica, sia con forme di controllo capillare sul rispetto delle norme nazionali in materia e di quelle edilizie comunali».
Numerosi edifici e abitazioni del Centro Storico Unesco sono infatti gestiti dal Comune di Napoli, all’interno dei quali verranno installati co-housing, studentati, luoghi per gli immigrati. Si tratta di una cinquantina di siti impossibilitati alla trasformazione in b&b/case vacanza.

