“Voghiamo contro la violenza!”: l’omaggio del Circolo Canottieri Napoli alle giovani vittime
Commozione e impegno per la memoria di Giulia Cecchettin, Giulia Tramontano e Santo Romano. Il messaggio del Circolo Canottieri Napoli.
Il Circolo Canottieri Napoli ha varato cinque nuove barche da competizione, dedicandone tre alle vittime di violenza Giulia Cecchettin, Giulia Tramontano e Santo Romano. Un evento che ha unito memoria e sport nel segno della lotta contro la violenza.
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Circolo Canottieri Napoli, l’omaggio alle vittime di violenza e un messaggio di speranza
In una giornata carica di significato e partecipazione, il Circolo Canottieri Napoli ha tenuto l’evento “Voghiamo contro la violenza!”, un’iniziativa dedicata alla memoria di giovani vittime di violenza e ai valori fondanti del Circolo.
Nell’occasione sono state varate cinque nuove imbarcazioni da competizione, tre delle quali portano i nomi di Giulia Cecchettin, Giulia Tramontano e Santo Romano, mentre le altre due sono dedicate ai valori di “Passione” e “Tradizione”.
Numerosi parenti delle giovani vittime hanno partecipato alla cerimonia, condividendo parole intense e commosse per celebrare l’iniziativa.
Una cerimonia carica di significato al Circolo Canottieri
La cerimonia si è svolta tra la banchina del Molosiglio e il salone delle coppe, alla presenza di figure di spicco del mondo sportivo e istituzionale, tra cui Giancarlo Bracale, presidente del Circolo, Davide Tizzano, presidente della Federazione Italiana Canottaggio, e Emanuela Ferrante, assessore allo sport del Comune di Napoli. Commovente la partecipazione dei familiari delle vittime, tra cui Chiara Tramontano, sorella di Giulia, e Mena de Mare, madre di Santo Romano.
Le madri di Giulia Tramontano e Santo Romano hanno scoperto il lenzuolo bianco che copriva le imbarcazioni, un gesto simbolico che ha emozionato i presenti. Chiara Tramontano ha definito l’iniziativa un gesto di speranza: “È un bellissimo messaggio metaforico. L’imbarcazione rappresenta il viaggio di Giulia, che non è finito. Siamo onorati e contenti, Giulia sarebbe felice, lei che era una sportiva e che metteva sempre impegno nello studio e nello sport prima di ogni altra cosa”.

Mena de Mare, madre di Santo Romano, ha invece sottolineato l’importanza di un impegno concreto da parte delle istituzioni: “Sono onorata, ma spero che ci sia un cambiamento reale e una certezza della pena. Adesso tocca alle istituzioni dare un segnale forte”.
Il presidente del Circolo, Giancarlo Bracale, ha ribadito il significato profondo dell’iniziativa, spiegando come lo sport possa farsi portatore di memoria e valori: “Abbiamo deciso di dedicare queste imbarcazioni a giovani vittime innocenti, per tenere vivo il loro ricordo e lottare contro la crudeltà umana. Le barche saranno utilizzate dai nostri atleti nelle competizioni, portando i loro nomi su ogni campo di gara”.
La giornata si è conclusa con un messaggio di ringraziamento da parte di Gino Cecchettin, padre di Giulia, che impossibilitato a partecipare ha espresso la sua gratitudine per l’iniziativa.

