È a Napoli uno degli archivi fotografici più antichi di tutto il Sud Italia: custodisce l’identità della città

Oltre un milione di negativi raccolti e catalogati dall'Associazione Archivio Fotografico Parisio: l'eredità fotografica del nostro patrimonio storico-culturale.

Arte e Cultura
Articolo di , 28 Mag 2024
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Foto Martina D'Andria

Nascosto sotto il porticato di San Francesco di Paola a Piazza del Plebiscito, c’è uno dei più compatti archivi fotografici di tutto il sud Italia, che documenta l’evoluzione della storia culturale, sociale e urbana di Napoli. L’Archivio Fotografico Parisio è uno dei custodi più fedeli dell’identità della nostra città.

Officina creativa e reliquia urbana, un archivio che protegge quasi due secoli di storia

Il fascino della fotografia è insito nella sua capacità di catturare l’essenza dei momenti: momenti che segnano un’epoca, una città, le persone. Una fotografia diventa improvvisamente testimone di una fase storica unica e irripetibile, e per questo dal valore inestimabile. Pochi luoghi possono vantarsi di ospitare così tanti anni di storia di una città come l’Archivio Fotografico Parisio, uno dei più antichi atelier fotografici di Napoli, riconosciuto di interesse storico da parte dello Stato. Il Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, lo scorso febbraio, non ha escluso la possibilità di trasformare l’Archivio in un vero e proprio Museo, invitando la città di Napoli a proteggere il patrimonio storico-culturale conservato in questo luogo.

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Archivio Fotografico Parisio, entrata da Piazza Carolina, 10

La sede dell’attuale Associazione culturale Archivio storico Parisio era in realtà l’atelier del fotografo Giulio Parisio, vissuto a Napoli tra il 1891 e il 1967. Definito dallo stesso Marinetti il più futurista tra i fotografi del mondo, Parisio fu un artista poliedrico, attivo sia nel settore fotografico che architettonico. Pioniere della fotografia “sperimentale”, Parisio era solito utilizzare tecniche e materiali diversi per realizzare le proprie opere fotografiche, senza seguire i canoni tradizionali dell’epoca. Il fotografo svolse la sua attività fino alla metà degli anni Sessanta, lasciando poi la propria eredità al figlio Fabrizio, le cui fotografie sono parte integrante dell’archivio.

I soggetti e i temi della raccolta sono estremamente variegati, e vanno dai ritratti, ai paesaggi, fino alla fotografia industriale. Lo studio ospita ancora oggi parte dell’attrezzatura originale utilizzata all’epoca dal maestro.

Quello di Parisio, in realtà, non è l’unico nome legato all’Associazione. Dal 1995, infatti, l’Associazione custodisce anche l’Archivio Fotografico Troncone, realizzato nell’arco di circa ottant’anni di attività. Fu Roberto Troncone (1875-1947) a fondare, verso il 1912, una casa cinematografica, la Partenope film, di cui si conservano alcuni documenti e foto di scena e per la quale lavoravano anche i suoi due fratelli Vincenzo e Guglielmo. Dopo l’esperienza da cineasta, Roberto si dedicò alla fotografia e alla realizzazione dell’Archivio, ricco di reportage fotogiornalistici che hanno immortalato la vita urbana e sociale della Napoli anni ’20 e ’30. Archivio dai tratti folkloristici, quella dei Troncone si distingue dalla raccolta di Parisio, concentrandosi più sulla cronaca, lo sport, i cantieri navali, gli anni al Teatro San Carlo e la trasformazione urbana della città.

Tutto il materiale fotografico di negativi su lastra e pellicola è catalogato alfabeticamente per committenza o argomento e sviluppato in ampio formato cartaceo. Questo registro catalogato rimanda agli scaffali e alle scatole numerate, dove sono custoditi fisicamente i negativi.

L’Associazione, oltre a custodire e curare lo storico archivio, si occupa anche di aumentare la fruibilità di questo patrimonio artistico alla società partenopea, organizzando, quando possibile, dibattiti, incontri e mostre fotografiche aperte a tutti, allargando l’accessibilità a questo immenso mondo fermo nel tempo. L’ultima mostra, curata da Stefano Fittipaldi nel 2023, ha offerto una selezione dei migliori scatti della Napoli anni ’20 e ’30, tra le vedute immortalate da Giulio Parisio e il racconto fotogiornalistico della cultura urbana realizzato dai fratelli Troncone.

L’Archivio, purtroppo, non è sempre aperto al pubblico, ma proprio questa settimana, in merito alla Manifestazione del Maggio di Pizzofalcone, resterà aperto fino a venerdì 31 maggio, dalle 10 alle 13:30. Per chiunque voglia scorgere un pezzo della storia di Napoli in bianco e nero, questa è un’occasione da non perdere.

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