Alla scrittrice americana Heddi Goodrich il Premio Placito Capuano 2026
La scrittrice americana sarà premiata al Museo Campano inaugurando il festival “Capua il Luogo della Lingua”.
Sarà la scrittrice americana Heddi Goodrich a ricevere il Premio Placito Capuano 2026, uno dei riconoscimenti più prestigiosi dedicati alla promozione della lingua italiana. La cerimonia si terrà sabato 18 aprile alle ore 18 al Museo Campano, dando ufficialmente il via alla XXI edizione del festival “Capua il Luogo della Lingua”.
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Una scrittrice straniera che ha scelto l’italiano
La scelta di premiare Heddi Goodrich ha un valore simbolico molto forte. Nata negli Stati Uniti e residente in Nuova Zelanda, l’autrice ha deciso di scrivere direttamente in italiano, trasformando una lingua non materna in uno spazio di espressione autentico. Un percorso che ha conquistato pubblico e critica, a partire dal romanzo d’esordio Perduti nei Quartieri Spagnoli, tradotto in tredici lingue e diventato un caso editoriale internazionale. Tra le sue opere più note anche L’americana e il recente L’anno delle mille vite, ambientato proprio in Campania.
“La sua scrittura dimostra come la lingua possa superare i confini geografici e diventare terreno fertile per nuove identità culturali”, ha sottolineato il direttore artistico del festival Giuseppe Bellone.
Il Premio Placito Capuano e il valore della lingua
Il Premio Placito Capuano nasce nel 2014, in occasione del decennale del festival, come omaggio al Placito capuano del 960 d.C., il primo documento ufficiale in volgare italiano. Un atto simbolico che lega indissolubilmente la città di Capua alla storia della lingua italiana e che oggi trova nuova attualità attraverso il riconoscimento assegnato ogni anno a protagonisti della cultura contemporanea. Il Premio è una scultura creata dall’artista Roberto Branco, ispirata al cippo commemorativo installato nel 2017 nei pressi della Chiesa di San Salvatore a Corte, alla presenza del linguista Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca.
Negli anni il premio è stato assegnato a figure di spicco del panorama culturale italiano contribuendo a costruire un dialogo continuo tra linguaggi diversi: letteratura, cinema, musica, giornalismo. È stato assegnato alla scrittrice Dacia Maraini (2014), al regista Matteo Garrone (2015), all’attore e scrittore Marco D’Amore (2016), allo scrittore Maurizio de Giovanni (2017), allo scrittore Lorenzo Marone (2018), al regista Saverio Costanzo (2019), al cantautore, poeta e scrittore Roberto Vecchioni (2020), al linguista Domenico Proietti (2022), allo scrittore Giuseppe Montesano (2023), al giornalista Sigfrido Ranucci (2024), e al linguista e scrittore Giuseppe Antonelli (2025).
“Il Placito capuano non è solo una testimonianza del passato, ma un punto di partenza – ricorda Giuseppe Bellone – un invito a riflettere sul valore della lingua come strumento di pensiero critico e partecipazione”.
La consegna del premio segna dunque l’avvio della XXI edizione di “Capua il Luogo della Lingua”, il festival letterario più longevo della provincia di Caserta, nato nel 2005 con l’obiettivo di promuovere la lettura e i linguaggi della contemporaneità. “Capua continua a essere un laboratorio culturale aperto – evidenzia la direzione del festival – capace di tenere insieme memoria e innovazione, radici e visioni future”.
Dal 2023, il premio si arricchisce della collaborazione con l’Istituto Pizzi, oggi Liceo diretto da Carmen Mascolo, rafforzando il legame con il mondo della scuola e delle nuove generazioni. Un elemento che contribuisce a rendere il riconoscimento non solo un momento celebrativo, ma anche un’occasione educativa. La manifestazione si svolge con l’egida del Patto per la lettura del Comune di Capua – Città che legge, promosso dall’assessore alla Cultura Vincenzo Corcione, nell’ambito di un percorso che guarda alla candidatura della città a Capitale italiana del Libro entro il 2027. Fondamentale anche il sostegno della BCC Terra di Lavoro, presieduta da Roberto Ricciardi.
Dopo la serata di consegna del Premio Placito Capuano 2026, il festival proseguirà a maggio al Museo Campano, partner dell’iniziativa, finanziato nell’ambito del progetto di valorizzazione per i Piccoli musei del Ministero della Cultura – Direzione generale dei Musei, confermando il Museo Campano, diretto da Gianni Solino, come luogo simbolo del passaggio della grande Storia e della cultura nel territorio della città di Capua, autentico “capoluogo culturale” della provincia di Caserta.
Nel segno del Placito capuano, Capua rinnova così la sua vocazione: essere non solo custode di una lingua antica, ma protagonista di una storia che continua a scriversi, ogni giorno, attraverso le parole.

