Napoli, ha chiuso lo storico cinema Metropolitan: licenziati i dipendenti
Storico multisala di Chiaia chiude i battenti. Appelli per un intervento delle istituzioni e del Ministero della Cultura.
Cronaca. Il cinema Metropolitan ha chiuso i battenti ieri, mercoledì 15 gennaio. I gestori e le istituzioni chiedono interventi per salvare questo simbolo culturale di Napoli.
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Napoli, chiude il cinema Metropolitan: la fine di un’epoca per Chiaia
Mercoledì 15 gennaio è calato il sipario sul cinema Metropolitan nel quartiere Chiaia. Dopo anni di proroghe, battaglie legali e appelli inascoltati, lo storico multisala di Napoli ha abbassato definitivamente le saracinesche.
Le ultime proiezioni hanno segnato la fine di un’epoca per un luogo che ha rappresentato un punto di riferimento culturale per la città, ospitando eventi memorabili come la prima di “È stata la mano di Dio” di Paolo Sorrentino.
I gestori, le famiglie Caccavale e Grispello, costretti a lasciare gli spazi su disposizione della proprietà, hanno lanciato un appello al Ministero della Cultura (Mic) e al Comune di Napoli per salvare il cinema e tutelare i lavoratori coinvolti.
Un polmone culturale al cuore di Napoli
Con le sue sette sale distribuite su 3.500 metri quadrati, il Metropolitan non era solo un cinema: era un luogo simbolico, un rifugio culturale che ha attraversato le epoche. Nato come rifugio antiaereo durante la Seconda guerra mondiale, si è trasformato nel tempo in uno spazio dedicato all’arte e alla cultura.
Negli ultimi 15 anni, sotto la gestione appassionata di Peppe Caccavale e Nicola Grispello, ha ospitato proiezioni, anteprime e grandi eventi. Da James Franco a Gabriele Salvatores, fino a Paolo Sorrentino, il Metropolitan ha accolto volti e opere di rilievo internazionale.
Ma la passione dei due soci non è bastata a salvare il cinema. Nonostante un investimento di oltre un milione di euro per rinnovare gli spazi e migliorare l’offerta culturale, i costi di gestione e la contrazione del mercato – che negli ultimi anni ha registrato un calo del 70% – hanno reso insostenibile la situazione.
“Abbiamo tenuto in vita il Metropolitan più per scopo sociale che economico”, spiega Caccavale, sconsolato. Ma la proprietà, Intesa Sanpaolo, ha deciso di vendere l’immobile, decretando la fine dell’esperienza.
Le richieste delle istituzioni
Il caso è approdato in Parlamento grazie all’intervento di Francesco Borrelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha chiesto un question time per discutere la questione del Metropolitan.
Anche Luciano Schifone, consigliere dell’ex ministro Sangiuliano, ha suggerito un tavolo di confronto tra Comune, Ministero e proprietà per trovare una soluzione condivisa. «Il vincolo culturale deve essere rispettato, ma è necessario verificare la compatibilità di eventuali progetti con questa destinazione d’uso» ha precisato.
Per ora, l’unica certezza è l’amaro tramonto di uno dei simboli culturali della città. Il Metropolitan chiude, ma il suo valore storico e culturale resta vivo nelle speranze di chi chiede che non venga lasciato all’oblio.

