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Napoli, furti alla Chiesa dei Girolamini: caccia ai reperti spariti
M. D'Andria
14 Gen 2025 - 11:20
Foto Wikimedia Commons

Napoli, furti alla Chiesa dei Girolamini: caccia ai reperti spariti

Una banca dati e un protocollo in atto per recuperare i beni trafugati. Ecco cosa manca e cosa si cerca.

Cronaca. Aperte le indagini sui furti alla Chiesa dei Girolamini. La tutela del patrimonio culturale napoletano entra in una fase decisiva.

Napoli, aperte le indagini sui furti alla Chiesa dei Girolamini: cosa manca 

Nuove indagini fanno luce sui furti che, negli ultimi decenni, hanno colpito uno dei gioielli monumentali di Napoli, la Chiesa dei Girolamini.

Dopo i saccheggi che hanno interessato la biblioteca, con la scomparsa di libri di inestimabile valore, le attenzioni degli inquirenti si sono spostate anche sulla Chiesa adiacente, nota per la sua storia e per i capolavori d’arte che custodisce.

Un protocollo per la tutela del patrimonio

Grazie a un protocollo siglato tra la Procura di Napoli e i vertici del complesso monumentale, negli ultimi otto mesi i carabinieri del nucleo tutela del patrimonio culturale hanno condotto un’operazione trasparenza.

L’obiettivo è far emergere i furti che hanno interessato non solo la biblioteca, ma anche la Chiesa stessa.

Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, hanno già prodotto risultati significativi, evidenziando furti avvenuti negli anni Cinquanta, dopo il terremoto del 1980 e in epoca recente.

Il catalogo delle opere trafugate

Uno strumento cruciale emerso da queste indagini è il catalogo delle opere mancanti.

Si tratta di una banca dati che consente di tracciare e bloccare la circolazione di beni trafugati attraverso case d’aste e piattaforme dedicate al commercio di opere d’arte.

Tra i beni più significativi scomparsi, spiccano 18 dei 27 busti lignei della Cappella dei Martiri, rappresentazioni di santi e figure sacre custodite in pannelli elettronici di chiusura. Questi busti, una volta mostrati al pubblico, sono stati trafugati nell’indifferenza generale, utilizzando proprio i meccanismi elettronici che li proteggevano.

Inoltre, alcuni quadri attribuiti al pittore Bernardo Cavallino, raffiguranti San Gennaro e altre immagini sacre, risultano mancanti e potrebbero essere stati spostati in depositi cittadini o finiti sul mercato illegale. Gli investigatori puntano ora a recuperarli.

Le attività investigative mirano a chiudere le falle nella memoria collettiva di Napoli, recuperando beni trafugati che rappresentano un patrimonio storico e culturale unico.

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