Turismo Napoli, arriva il codice identificativo per le strutture turistiche: il 98% è regolare
Il 98% delle strutture già esistenti e censite ha ricevuto il CIN. Tuttavia, resta il problema dell'abusivismo e del caro affitti.
Turismo. Napoli raggiunge il 98% di strutture turistiche regolari, ma l’abusivismo e l’aumento degli affitti restano problemi urgenti.
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Turismo a Napoli, arriva il CIN: boom di strutture regolari, ma resta l’ombra degli abusivi
A Napoli e provincia, la regolarizzazione delle strutture turistiche ha raggiunto numeri record. Secondo gli ultimi dati del Ministero del Turismo, il 98,23% delle strutture registrate ha ottenuto il Codice identificativo nazionale (Cin), obbligatorio dal 2 gennaio 2023.
In valori assoluti, sono 14.311 le strutture partenopee già in regola su un totale di 16.038 registrate. I dati si riferiscono, dunque, a strutture regolari già esistenti e censite. Il problema principale – che il CIN non riesce ad arginare – resta quello delle strutture abusive ancora aperte.
Il Cin, introdotto per contrastare l’abusivismo e rendere trasparente il mercato delle locazioni turistiche, da quest’anno è indispensabile per operare nel settore. Ogni struttura deve esporlo visibilmente e riportarlo negli annunci online.
Tuttavia, il presidente dell’Abbac, Agostino Ingenito, denuncia la diffusione di codici falsi o copiati, utilizzati da operatori irregolari per restare attivi sulle piattaforme di prenotazione.
Campania: una mappa della regolarizzazione
A livello regionale, l’84,9% delle 27.977 strutture registrate ha già ottenuto il Cin. Dopo Napoli, spiccano Salerno con il 79,80% delle strutture regolari e Avellino con il 78,99%. Più in difficoltà Caserta e Benevento, dove il tasso di rilascio scende rispettivamente al 75,61% e al 69,20%.
L’Abbac sottolinea come il fenomeno degli abusivi sia un problema non solo per i turisti, spesso vittime di servizi scadenti, ma anche per chi rispetta le norme. “È fondamentale potenziare i controlli per tutelare sia i visitatori che gli operatori corretti” dichiara Ingenito.
Affitti in crescita e crisi dell’offerta abitativa
A Napoli, il turismo in crescita si riflette anche sul mercato degli affitti. Secondo un’indagine di Moneyfarm, nel 2024 il costo medio di un monolocale a Napoli è aumentato del 23%, arrivando a 739 euro al mese, una cifra che mette a dura prova famiglie e studenti.
La domanda di alloggi rimane alta, ma si scontra con una preoccupante carenza di immobili disponibili per contratti a lungo termine. Sempre più proprietari optano per locazioni brevi, spesso più redditizie, aggravando ulteriormente la difficoltà di trovare soluzioni abitative accessibili.
La sfida per il futuro
Se da un lato il Codice identificativo nazionale rappresenta un passo importante verso la trasparenza, dall’altro l’abusivismo e l’aumento dei canoni d’affitto restano sfide aperte.
Napoli, con la sua forte attrattiva turistica, deve bilanciare la tutela dei residenti con la crescente domanda del settore turistico.
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