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Napoli, duemila persone per l’apertura del Giubileo: un messaggio di speranza nel segno dei migranti
M. D'Andria
30 Dic 2024 - 11:01
Facebook Padre Doriano Vincenzo De Luca

Napoli, duemila persone per l’apertura del Giubileo: un messaggio di speranza nel segno dei migranti

La croce di Lampedusa, simbolo delle sofferenze dei migranti, ha guidato la processione dall’apertura della porta santa al Duomo di Napoli.

Napoli inaugura il Giubileo con la croce di Lampedusa, simbolo delle sofferenze dei migranti. Oltre duemila persone in Duomo per un messaggio di inclusione e speranza.

Oltre duemila fedeli al Duomo di Napoli per il Giubileo, l’arcivescovo Battaglia: “Nessuno sia escluso dall’amore”

Napoli ha dato il via al suo Giubileo con un messaggio di inclusione e solidarietà, radunando oltre duemila persone nella Cattedrale per l’apertura della porta santa.

Al centro della cerimonia, la croce di Lampedusa, realizzata con il legno delle barche utilizzate dai migranti per attraversare il Mediterraneo, simbolo universale delle sofferenze e delle speranze di chi cerca una vita migliore.

La croce, portata in processione da un gruppo di giovani dalla Chiesa dei Santi Apostoli al Duomo, rappresenta il cuore di questo anno giubilare. L’arcivescovo Domenico Battaglia l’ha descritta come “una croce che porta dentro tutte le croci: quelle di chi cerca un domani ma vive un oggi faticoso”.

Un messaggio di inclusione e speranza

Tra i fedeli presenti alla cerimonia, circa trecento parroci della Diocesi di Napoli, il sindaco Gaetano Manfredi, l’assessora Teresa Armato e il prefetto Claudio Di Bari.

Durante l’omelia, il cardinale Battaglia ha ribadito il significato del Giubileo come “cammino di speranza e promessa”, sottolineando l’importanza di non lasciare nessuno escluso dall’amore e dall’accoglienza.

Un cammino che parte dagli ultimi

Il Giubileo di Napoli, definito “Giubileo della speranza”, è stato concepito come un momento per riflettere sulla missione della Chiesa e sulla necessità di costruire una comunità che sappia ascoltare e accogliere. Per l’arcivescovo Battaglia, questo significa abbracciare una visione di Chiesa che non solo predica, ma agisce per aiutare chi è in difficoltà.

La nostra missione non può essere altro che quella di metterci al servizio degli altri, specialmente di chi è fragile e dimenticato” ha sottolineato. Un impegno che, nel contesto di una città come Napoli, si intreccia con le sfide quotidiane dell’inclusione sociale, della lotta alla povertà e del supporto ai migranti.

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