Cinema Metropolitan di Chiaia vicino allo sfratto, i gestori: “Pronti a lasciare, ma con rammarico”
Un simbolo culturale di Napoli davanti a un bivio: il vincolo culturale salva la destinazione artistica, ma i gestori devono lasciare.
Il Cinema Metropolitan di Napoli si avvia a una nuova fase con l’addio dei gestori attuali. Il vincolo culturale salva la destinazione d’uso, ma restano dubbi sul futuro di uno degli spazi culturali più importanti della città.
Indice dei contenuti
Metropolitan, sfratto vicino: addio proroghe per lo storico multisala di Chiaia
Il Cinema Metropolitan di via Chiaia, simbolo culturale di Napoli, si trova a un bivio. Dopo anni di proroghe, la proprietà ha comunicato che, a partire da gennaio, i gestori attuali dovranno lasciare i locali.
Il vincolo ministeriale che lega l’immobile a un utilizzo culturale resta in vigore, ma la fine delle proroghe segna l’inizio di una nuova fase per il multisala, situato nello storico Palazzo Cellamare.
La partita per il futuro del Metropolitan si gioca su più fronti: la necessità di garantire la sua funzione culturale e la ricerca di una nuova gestione che sappia rispettare la storia e il valore simbolico dello spazio. La comunità napoletana si prepara a fare pressione affinché il multisala non perda la sua identità artistica.
Una storia recente tra vincoli e aste
La crisi del Metropolitan è iniziata nella primavera del 2023, quando la proprietà, Intesa Sanpaolo, ha messo all’asta l’immobile. L’operazione ha attirato l’interesse di diversi gruppi imprenditoriali, ma ha suscitato anche preoccupazioni sulla possibile perdita della vocazione culturale del cinema.
La mobilitazione di cittadini e associazioni, supportata da una campagna mediatica, ha portato il Ministero della Cultura, allora guidato da Gennaro Sangiuliano, a imporre un vincolo che obbliga l’immobile a mantenere una destinazione d’uso prevalentemente culturale.
Nonostante questo intervento, il Metropolitan ha continuato a funzionare sotto la gestione delle famiglie Caccavale-Grispello grazie a una serie di proroghe concesse dalla proprietà. Ora, però, Intesa Sanpaolo ha deciso di cambiare rotta, rifiutando ulteriori prolungamenti e aprendo le porte al subentro di una nuova gestione. Giuseppe Caccavale, rappresentante degli attuali gestori, ha espresso delusione per la decisione che comporterà anche il licenziamento di molti dipendenti.
Intesa Sanpaolo, al momento, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, ma la situazione resta delicata. Una cosa è certa: il vincolo ministeriale impedirà che l’immobile venga trasformato in parcheggi, centri commerciali o altre strutture non culturali.
Manutenzione e restyling necessari
Indipendentemente da chi sarà il prossimo gestore, gli spazi del Metropolitan necessitano di importanti interventi di manutenzione e restyling. La comunità culturale di Napoli, intanto, si mobilita per garantire che il cinema resti un hub culturale.
Il deputato Francesco Borrelli (AVS), da sempre in prima linea per la difesa del multisala, ha dichiarato: “Ci sono tutti gli strumenti per fare in modo che il Metropolitan continui a essere uno spazio culturale. Stiamo valutando se ci siano gli estremi per un esposto alla Corte dei Conti per verificare la legittimità degli atti di compravendita”.
Articoli correlati

