Sanremo Giovani, su 9 artisti 4 sono campani: la lingua napoletana continua a spopolare al festival
L'onda napoletana impazza tra i finalisti di Sanremo Giovani: tanti artisti dalla Campania e cantano in dialetto.
Televisione. A Sanremo Giovani la presenza del napoletano è diventata un elemento vincente. Molti dei finalisti, provenienti dalla Campania, utilizzano il napoletano nei loro testi, una lingua che sta influenzando sempre di più il panorama musicale italiano.
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Sanremo Giovani, la Campania primeggia con tanti nuovi giovani talenti
Si avvicina Sanremo Giovani, il talent show che seleziona le Nuove Proposte del festival. La presenza della Campania, e in particolare di artisti che cantano in disinvoltura in napoletano, è ormai un dato evidente. Non si tratta solo di numeri, ma di una vera e propria tendenza che sta influenzando il panorama musicale italiano.
Innegabile è che il rapper Geolier, arrivato in finale nell’ultima edizione di Sanremo, abbia sostanzialmente contribuito a portare il napoletano alla ribalta per il pubblico generalista. La sua partecipazione, lo scorso anno, ha avuto ripercussioni anche sui nuovi talenti in gara. A Sanremo Giovani, infatti, ben 4 finalisti fino a questo momento sono campani.
Mazzariello e Settembre hanno guadagnato l’accesso nelle prime due puntate, mentre Bosnia e Arianna Rozzo hanno fatto lo stesso nella puntata del 26 novembre. E se Vale LP e Lil Jolie dovessero superare il turno, la Campania potrebbe quasi spadroneggiare in questa edizione.
La rivalutazione del napoletano nei testi
Ma la vera novità sta nella presenza della lingua napoletano nei testi. Le frasi in napoletano, pronunciate con naturalezza e forza, sono diventate il marchio di fabbrica di molti di questi giovani artisti.
Settembre canta “Dimmi pecché nun vuo’ chiù parla’ cu’ me“, Bosnia ripete “‘o ragno sì tu“, mentre Arianna Rozzo mette in evidenza “Nn’me ne fotte proprio“. Queste frasi, cariche di energia, sono diventate il fulcro dei brani, e sono in grado di rafforzare la connessione emotiva con il pubblico.
Il successo di questi artisti sembra anche una risposta al cambiamento delle dinamiche del mercato discografico. Se in passato il rap o le parti parlate venivano considerati elementi di modernità, oggi è il dialetto a guadagnare attenzione.
I giurati, infatti, hanno accolto con favore la presenza del napoletano nei brani, dimostrando che il richiamo alla tradizione linguistica della Campania è un fattore che può fare la differenza.
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