La collina di Pizzofalcone, la culla della città di Napoli
Pizzofalcone, Monte di Dio, Monte Echia, i tanti nomi della collina che ha visto nascere la città di Partenope.
Che la nostra Napoli è fatta di saliscendi lo sanno anche i turisti, ma forse qualcuno ancora non conosce una delle più importanti colline, dove la città ha dato ospitalità ai primi coloni Greci, fondatori di Partenope: Pizzofalcone.
Indice dei contenuti
La Collina di Pizzofalcone
La collina di Pizzofalcone è una delle numerose alture presenti in città e si trova nel quartiere San Ferdinando, fra il borgo Santa Lucia, Chiaia e il Chiatamone. Anticamente, il promontorio era chiamato Euple, da Euplea di Stazio, ma lentamente si trasformò in Epla, Hecle, Echa, fino a diventare l’attuale Echia.
Alta 60 mt, la collina prende il suo nome moderno nella metà del Duecento, dall’antica falconeria per la real caccia voluta da re di Napoli Carlo I d’Angiò. Un altro nome con cui i napoletani identificano la zona è Monte di Dio, derivato dall’omonima chiesa e convento, fondati nel XVI secolo e oggi non più presenti.
La storia di Pizzofalcone
Ricca di storia, è proprio qui che nacque Parthènope alla fine del VIII secolo a.C. ad opera dei Cumani. La zona comprendeva anche l’isolotto di Megaride sul quale sorge il Castel dell’Ovo. L’antica mitologia greca vuole che, proprio a Megaride, venne sepolto il corpo della sirena Partenope, che si lasciò morire dopo esser stata rifiutata da Ulisse durante il suo viaggio.
In epoca romana, la collina e l’isolotto furono sede della lussuriosa villa di Lucio Licinio Lucullo, milite e politico romano, i cui resti sono oggi visibili nel sito archeologico di Monte Echia, nei sotterranei dell’Castel dell’Ovo e, da recenti studi, nella zona circostante piazza Municipio e il Castel Nuovo.
Nel corso degli anni, la villa verrà trasformata in fortezza prendendo il nome di castellum Lucullanum e più tardi, in epoca medioevale, in convento fino alla fine del X secolo, quando i napoletani lo rasero al suolo per paura che i Saraceni potessero utilizzarlo come avamposto militare. Successivamente, nel 1500 ad opera di Andrea Carafa conte di Santa Severina, iniziò l’urbanizzazione della collina. Solo per opera del vicerè Don Pedro de Toledo l’altura venne inserita all’interno delle mura della città.
Oggi, la zona di Pizzofalcone, ripresa nei romanzi di Maurizio De Giovanni “i bastardi di Pizzofalcone” e dall’omonima serie televisiva, ospita ancora tanti luoghi storici, come una delle più antiche scuole militari d’Italia e del mondo, la Scuola Militare Nunziatella di Napoli, fondata nel 1787 sotto il regno di Ferdinando IV. O, ancora, le chiese del ‘600 di Santa Maria degli Angeli e Santa Maria Egiziaca, Villa Ebe o il Gran Quartiere di Pizzofalcone, antica sede della guarnigione militare spagnola, precedentemente alloggiata nella zona a ridosso di via Toledo, ovvero i noti quartieri spagnoli.
La riapertura del Belvedere di Pizzofalcone
Dopo 14 anni di lavori e numerosi rinvii, finalmente lo storico belvedere di Pizzofalcone è stato restituito alla cittadinanza, con l’apertura dell’ascensore che porta in cima al monte Echia.

