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Gli orti urbani a Napoli: dove poter coltivare
M. Guariniello

Gli orti urbani a Napoli: dove poter coltivare

Dallo Scudillo fino a Ponticelli, gli orti urbani stanno conoscendo una grande diffusione nel capoluogo campano nel corso degli ultimi anni. Scopriamo insieme quali sono le principali realtà sparse sul territorio della città.

Negli ultimi anni gli orti urbani stanno conoscendo una nuova vita. Con la crescente sensibilità nei confronti del tema della sostenibilità, in tutta Italia è notevolmente aumentato il numero di coloro che si uniscono per utilizzare piccoli appezzamenti concessi dai comuni, dove poter coltivare frutti, ortaggi o fiori.

Si tratta di un fenomeno in forte crescita anche a Napoli, dove da circa un decennio si assiste alla proliferazione di diverse realtà volte a valorizzare il territorio tramite la realizzazione di orti urbani.

Orti urbani: cosa sono e a cosa servono

Quello degli orti urbani è un fenomeno tutt’altro che recente. La sua nascita infatti risale alla metà del XIX secolo in Germania, anche se il suo sviluppo avrà luogo soprattutto nel corso del XX secolo. In Italia, ad esempio, solo durante la Seconda Guerra Mondiale si assiste alla diffusione dei primi appezzamenti urbani. Dopo un periodo di stallo, il fenomeno degli orti urbani è tornato in auge negli ultimi anni, in concomitanza con il maggiore interesse nei confronti dell’ambiente e della natura. A confermarlo è anche una ricerca della Coldiretti, secondo la quale la quantità di territorio nazionale dedicata agli orti urbani ha toccato i 3,3 milioni di metri quadri di terreno. Tenendo conto che i dati forniti dall’associazione non sono recenti, è probabile che il numero aggiornato sia decisamente più elevato.

Ma cosa sono nello specifico gli orti urbani? Con questo termine si intendono degli spazi verdi che vengono dati in gestione dal Comune tramite bando ai cittadini, solitamente riuniti in un’associazione, per coltivare prodotti genuini da consumare a km 0.

Esistono diverse tipologie di orto urbano. Ci sono ad esempio gli orti domestici, che nascono su iniziativa di privati per la coltivazione di alimenti sani. Ci sono poi gli orti sociali, che vengono invece realizzati da associazioni e istituzioni su aree più ampie. In questo caso, lo scopo non è solo quello di provvedere alla coltivazione di cibo genuino, ma anche di favorire la socializzazione e la creazione di comunità forti. Infine, ci sono gli orti aziendali, nati negli USA e in particolare nella Silicon Valley allo scopo di migliorare la qualità della vita dei dipendenti di un’azienda.

I benefici degli orti urbani sono svariati: oltre ai vantaggi in termini ambientali, come la tutela della biodiversità agricola o la minor produzione di rifiuti, ci sono anche numerosi effetti positivi dal punto di vista sociale. Non è un caso infatti che una buona parte degli orti urbani si trovi nelle periferie delle grandi città, laddove l’esclusione sociale e l’emarginazione dilagano.

Il primo orto urbano a Napoli

Tra le città protagoniste della diffusione del fenomeno degli orti urbani c’è senza dubbio il capoluogo partenopeo. Il primo è stato realizzato nella zona dello Scudillo, all’interno del Parco delle Colline di Napoli. Si tratta di due ettari e mezzo di terreno messi a disposizione dall’azienda speciale Acqua Bene Comune Napoli (ABC) e concessi in gestione a “La mela insana”, un’associazione con più di 200 iscritti nata 6 anni fa.

Dal Vomero a Chiaiano: tutti gli altri orti botanici della città

Il secondo orto urbano in città è quello situato in via Cilea al Vomero. Si tratta di un progetto triennale nato a seguito di una convenzione con la facoltà di Agraria dell’Università Federico II. L’obiettivo è quello di prevenire le frane e conservare il paesaggio attraverso il contenimento del terreno.

Il terzo orto è situato nel quartiere dell’area nord di Napoli, Chiaiano. In particolare, l’orto sorge nell’area Arin su di un serbatoio di accumulo di acque del Serino. In totale sono ben 23 ettari di appezzamenti, dove crescono rosmarini, ciliegi, olivi e siepi di lauro dove poter lavorare impiegando strumenti ed attrezzi da giardinaggio. L’orto urbano di Ponticelli è quello più recente ed è stato affidato al Centro Diurno Lilliput dell’Unità Operativa Complessa Dipendenze dell’ASL Napoli 1, gestito dalla cooperativa sociale ERA del gruppo Gesco, dal Comune di Napoli nel 2015. Ad oggi l’orto, ampio circa un ettaro, è gestito da più di cento persone ed è composto da ben 145 terrazze. L’area su cui sorge è nata dopo il terremoto dell’1980 per favorire la socializzazione e la creazione di luoghi di incontro.

(photo credits ilmattino.it)

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