Patto per Napoli firmato: 1,3 miliardi nelle casse comunali
Appena siglato da Draghi e Manfredi l'accordo che prevede lo stanziamento di 1 miliardo e 300 milioni da investire nella città di Napoli
Appena siglato dal premier Mario Draghi e dal sindaco Gaetano Manfredi il “Patto per Napoli“.
L’accordo, tra il Governo e il comune di Napoli, prevede lo stanziamento di circa 1 miliardo e 300 milioni di euro nelle casse comunali. L’obiettivo è quello di aiutare i comuni delle città metropolitane in gravi difficoltà economiche e finanziarie. I fondi saranno destinati alla riqualificazione del territorio, ai servizi e al rafforzamento dei sistemi di trasporto urbani, con una serie di interventi che l’amministrazione dovrà adottare per risanare il deficit.
Le parole di Mario Draghi a Napoli
“Sono molto felice di essere qui in un luogo così simbolico della città, dove è passata la storia di Napoli e di tutto il Mezzogiorno. Una storia che ha portato Napoli ad essere un punto di riferimento nei secoli, non sono in Italia, ma in Europa, nel Mondo“, queste le parole con cui il presidente del Consiglio Mario Draghi ha aperto il suo discorso presso la Sala dei Baroni al Maschio Angioino.
Il premier ha poi sottolineato l’importanza del corretto impiego dei fondi: “La nostra sfida è permettere a Napoli di mantenere la centralità che merita ed è una sfida che deve unirci tutti. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato a questo patto. Il patto per Napoli coincide con il programma di investimenti più significativo della storia recente del Mezzogiorno. Con il patto destiniamo al Comune di Napoli oltre 1,2 miliardi di euro in 20 anni. Contribuiamo al risanamento dei conti del Comune e leghiamo i pagamenti al conseguimento di alcuni obiettivi. L’obiettivo del patto è colmare i divari territoriali ormai insopportabili. Dobbiamo ammettere l’esistenza di una questione Meridionale, ma dobbiamo evitare che si riduca a sterili rivendicazioni“.
Draghi non ha dubbi, sono molti i punti di forza dai quali la città deve ripartire: “L’Italia tutta ha bisogno che Napoli e il Mezzogiorno siano un motore del paese. I punti di forza da cui ripartire sono molti, penso all’agroalimentare, al turismo, alla moda, ma anche all’aerospazio, il polo universitario di San Giovanni della Federico II. Napoli sa dare il meglio di sé quando si apre al mondo.”
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