Wine&TheCity, la città nel calice: diciotto anni di cultura, visioni e territorio eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
Wine&TheCity, la città nel calice: diciotto anni di cultura, visioni e territorio
S. Parisi
11 Mag 2026 - 09:27

Wine&TheCity, la città nel calice: diciotto anni di cultura, visioni e territorio

Dal 16 al 23 maggio, la rassegna diffusa trasforma la città in un itinerario tra vino, arte e luoghi ritrovati: un modello culturale indipendente che ha cambiato il racconto del bere in Campania.

C’è una Napoli che si lascia attraversare lentamente, al calare della luce di maggio, quando i cortili si aprono, le terrazze si accendono di musica e persino i luoghi più silenziosi tornano a raccontarsi. È la città che ogni anno prende forma con Wine&TheCity, la rassegna che dal 16 al 23 maggio celebra la sua diciottesima edizione trasformando il vino in un itinerario culturale e sentimentale dentro Napoli.

Non un semplice festival del bere, ma un grande racconto urbano diffuso che negli anni ha costruito un linguaggio originale, elegante e trasversale, intrecciando arte contemporanea, design, musica, gastronomia e scoperta del territorio. Un progetto nato nel 2008 da un’intuizione di Donatella Bernabò Silorata e diventato nel tempo uno degli appuntamenti più identitari della primavera napoletana.

La forza di Wine&TheCity sta soprattutto nella capacità di restituire sguardo e centralità a luoghi spesso dimenticati o poco conosciuti. La città si trasforma così in una mappa emozionale fatta di architetture sorprendenti, vigne nascoste, musei inconsueti e spazi normalmente inaccessibili che per una settimana si aprono all’incontro e alla convivialità.

Accade alla monumentale Stazione Monte Sant’Angelo della Linea 7 firmata da Anish Kapoor, dove il vino dialoga con la materia e con la luce dell’arte contemporanea; accade negli ambienti ottocenteschi del Museo Artistico Industriale Filippo Palizzi, scrigno poco noto della memoria artistica napoletana; e accade infine sulla collina dei Camaldoli, nella Vigna di Teonilla, raro esempio di vigna urbana affacciata sul golfo, dove il paesaggio sembra sospeso tra campagna e città.

Ma il cuore più festoso della rassegna batterà nei pomeriggi del 21 e 22 maggio tra le strade di Chiaia. Boutique, gallerie, showroom, gioiellerie e store di design si trasformeranno in luoghi d’incontro e degustazione, in un grande aperitivo diffuso che da anni rappresenta uno dei momenti più attesi della manifestazione.

Qui il vino esce dai codici tradizionali della degustazione e diventa esperienza sociale, passeggiata urbana, occasione di scoperta. Nei calici scorreranno etichette campane dai Campi Flegrei al Vesuvio, dall’Irpinia al Sannio, accanto a vini provenienti da molte altre regioni italiane, in un mosaico di territori e narrazioni che accompagna il pubblico lungo le vie dello shopping elegante napoletano.

Le persone entreranno liberamente negli atelier e nelle boutique, sostando tra un dj set e una performance dal vivo, tra installazioni artistiche, cucine nomadi, tapas, incontri e happening improvvisi. Chiaia cambierà ritmo e fisionomia: meno quartiere commerciale e più salotto urbano contemporaneo, attraversato da wine lovers, flâneur, curiosi e turisti.

Nel mese in cui Napoli raggiunge il suo massimo vigore turistico e culturale, la rassegna conferma così il suo ruolo pionieristico nella diffusione della wine culture in Campania: un modo nuovo, raffinato e accessibile di vivere il vino, non come semplice consumo ma come esperienza estetica, relazione e scoperta condivisa.

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