Il connubio tra arte e natura al Vivaio Calvanese: un piccolo polmone verde per Napoli da oltre cento anni
Più di cento anni di cura del verde nel Vivaio Calvanese di Via Foria: un viaggio indietro nel tempo nella storia di Napoli.
Cultura. Tra i luoghi della memoria della città di Napoli è impossibile non menzionare lo storico Vivaio Calvanese in Via Foria. Più di cento anni di storia si mescolano ad arte e natura.
Indice dei contenuti
- - L’amore per la natura e quello per l’arte si fondono nel Vivaio Calvanese: un luogo che racconta oltre cento anni di storia
- - Le origini del Vivaio
- - Antonella Raio, un’artista poliedrica per Napoli
- - ‘A Rareca Rarechea: un progetto tra natura, storia e urbanistica
- - Un’esperienza immersiva e nostalgica
L’amore per la natura e quello per l’arte si fondono nel Vivaio Calvanese: un luogo che racconta oltre cento anni di storia
L’amore per la natura e la cura del verde a Napoli non sono scomparsi, e a ricordarcelo è il lavoro e la dedizione dello storico Vivaio Calvanese, situato su Via Foria, proprio di fronte l’Orto Botanico. Situato in un affascinante palazzo seicentesco, il Vivaio Calvanese non è solo una casa del verde, ma un vero e proprio luogo della memoria, dove più di cento anni di storia si mescolano a una vasta selezione di specie vegetali e alla passione per l’arte in un connubio perfettamente armonico.
Abbiamo avuto l’occasione di vedere questo pezzo di storia della città con i nostri occhi, guidati da Giuseppe Calvanese, giardiniere appassionato che ha rilevato l’antico stabilimento, e Antonella Raio, artista poliedrica che ha trasformato parte del vivaio nel proprio laboratorio artistico.

Le origini del Vivaio
Fondato nel lontano 1864 da Francesco Saverio Calabrese, lo “stabilimento botanico Calabrese” si è poi trasformato nell’attuale Vivaio Calvanese con il figlio Francesco Paolo e sua moglie tedesca Rita Stern, che insieme hanno dato vita a un vero e proprio polmone verde a Napoli curato con amore e costanza.
All’interno del vivaio, la cosiddetta “Stanza del tempo” conserva ancora cimeli e oggetti intatti dell’epoca, come testimonianze materiali di tutto ciò che è passato e trascorso per questo luogo, creando un’atmosfera sospesa e fiabesca che coinvolge inevitabilmente i visitatori.
Dipinti, antichi vinili, fotografie, ceramiche e lampade: tutto qui appartiene al passato e alimenta la nostalgia dei tempi dimenticati. Qui erano soliti venire e intrattenersi insieme alla signora Stern personaggi di alto spessore culturale del ‘900, tra cui anche l’intramontabile Eduardo De Filippo.

Oggi la struttura raccoglie ben 8 serre dismesse, che hanno ancora la struttura di quel tempo, vasche d’acqua e addirittura un antico pozzo; il tutto coronato da un’antica coffee house in stile liberty. Questa struttura centrale, piccola ma tanto accogliente quanto affascinante, ospita oggi lo studio d’arte di Antonella Raio.
Antonella Raio, un’artista poliedrica per Napoli
Durante la nostra visita abbiamo avuto il piacere di conoscere di persona Antonella Raio, scultrice poliedrica e anima artistica di Vivaio Calvanese, che ci ha introdotti non solo al vivaio e alla sua storia, ma anche all’interno di quello che da 4 anni è diventato il proprio laboratorio artistico.
Tra opere ancora in fase di creazione e altre conservate in cornici, teche o appese al muro, ci siamo piacevolmente immersi nel cuore pulsante del lavoro di Antonella Raio.

La sua produzione artistica spazia tra scultura, fotografia, video e performance, con una forte attenzione ai temi della natura, dell’ecologia e alle dinamiche sociali. La sua pratica esplora il connubio tra esperienze personali e riflessioni universali, utilizzando spesso un particolare approccio narrativo.
Tra i suoi progetti più noti e che ci hanno particolarmente colpito figura Innesti, una serie di sculture sonore che promuovono l’ascolto e la riflessione, Genuflessione, che analizza il gesto del genuflettersi attraverso sculture e timbri rappresentativi e Guardiani 21, progetto grazie al quale Raio costruisce una comunità attorno ai resti di un albero caduto.
Nella nostra passeggiata Antonella ci ha rivelato inoltre che presto lo studio si sposterà in una delle serre, e che in futuro altri artisti e collettivi potranno utilizzare questi spazi, destinati a diventare un vero e proprio laboratorio creativo multiforme.
‘A Rareca Rarechea: un progetto tra natura, storia e urbanistica
Il progetto che più ci ha colpiti è stato sicuramente ‘A Rareca Rarechea, che Antonella ha sviluppato in collaborazione con la Fondazione Morra Greco, coordinata da Francesca Cocco, e il Dipartimento di Architettura dell’Università Federico II di Napoli, coordinato dalla prof.ssa Carla Langella.
Il progetto parte dalla mappatura di alcuni alberi della città di Napoli curati spontaneamente da cittadini, esplorando così la relazione tra la natura e l’essere umano. Questa connessione tra persone e alberi è simbolicamente rappresentata dall’installazione di anelli di bronzo, che gli alberi in questione indossano.
La particolarità di questi anelli, realizzati dall’azienda Knowledge for Business, è lo Scobyskin, un materiale innovativo prodotto attraverso un processo di fermentazione che utilizza scarti agroalimentari, senza l’uso di sostanze chimiche. Scobyskin è una nanocellulosa biobased, completamente circolare, e “fatta della stessa sostanza dell’albero”.

Grazie all’uso dell’app Arti Vive e a un marker visivo, gli alberi permettono ai visitatori di accedere a storie di cura, informazioni sulla specie, età e stato di salute, promuovendo la consapevolezza sull’importanza della tutela del verde pubblico urbano.
Nell’ambito della lotta contro il cambiamento climatico, un messaggio come questo, che sottolinea il ruolo vitale degli alberi nelle grandi città, lancia un appello sulla necessità di maturare una consapevolezza condivisa.
Un’esperienza immersiva e nostalgica
In sintesi, Vivaio Calvanese è un luogo che va controcorrente, perché a differenza di tanti luoghi anonimi e insapori, riesce ancora oggi a narrare una storia, la propria storia.
Far visita a questo piccolo polmone verde di Napoli è un’esperienza suggestiva, che consigliamo vivamente a chiunque voglia scoprire bellezze insolite (e spesso nascoste) della nostra amata città.
Visualizza questo post su Instagram

