Villa Pignatelli: da casa a Museo, una meraviglia dell’architettura napoletana

Emanuela Francini

La villa Pignatelli è un esempio di “Casa-Museo”. Usata come residenza nobiliare nel XIX secolo, vanta una posizione strategica lungo la Riviera di Chiaia ed ospita al suo interno altri due plessi museali e un’area allestita per le mostre fotografiche. Scopriamo insieme la sua storia e la sua struttura!

Villa Pignatelli è uno degli esempi di “Casa-Museo” napoletana. Si trova lungo la Riviera di Chiaia e vanta uno stile prettamente neoclassico. Noti architetti hanno edificato la struttura nella prima metà ottocentesca ed è tutt’oggi in uso ed aperta al pubblico. Tutti coloro che la visitano restano affascinati per la sua zona strategica nel cuore pulsante della vita partenopea, per i suoi sontuosi interni ma soprattutto per la sua ampia struttura. Comprende al suo interno altri due plessi museali e uno spazio dedicato alle mostre fotografiche.

Conosciamo meglio la storia e la struttura di Villa Pignatelli!

La storia di Villa Pignatelli

Villa Pignatelli nacque nel 1826 per desiderio del baronetto sir Ferdinand Richard Acton, figlio del primo ministro di Ferdinando I, ossia John Francis Edward Acton, VI Baronetto. Il progetto fu commissionato a Pietro Valente e, in seguito alla sua morte, al toscano Guglielmo Bechi che curò le decorazioni interne e il giardino. La realizzazione della villa monumentale fu il frutto di lunghi e controversi accordi tra il noto architetto e il baronetto inglese. Soltanto alla presentazione del ventiduesimo abbozzo l’inglese diede il via libero per l’inizio della lavorazione.

 

Nel 1841, a seguito della morte della famiglia Acton, la famiglia di banchieri tedeschi Carl Mayer von Rothschild acquistò la struttura e l’abitò per vent’anni consecutivi. Proprio in questi anni architetti parigini e Gaetano Genovese ridefinirono gli interni della villa, aggiungendo diversi accorgimenti estetici.

 

Nel 1867 la villa passò nelle mani di Diego Pignatelli Aragona Cortés, duca di Monteleone. Ciò avvenne perché la famiglia tedesca, legata a quella dei Borbone di Napoli, dovette abbandonare la città a seguito dell’avvento dell’unità nazionale. La famiglia Pignatelli fu l’ultima proprietaria e vi rimase ad abitare dal 1897 al 1955.  La principessa Rosina, a seguito, tramite testamento pubblico il 10 settembre 1952 donò l’immobile allo Stato italiano. Vennero messi a disposizione del Bel Paese anche tutti gli immobili e le ricchezze che adornarono la villa nel corso degli anni come le porcellane provenienti dal Giappone, gli argenti, i bronzi, i cristalli, quattromila microsolchi di musica classica e lirica ed anche un’ampia biblioteca.  Dal 1960 ad oggi, la villa è aperta al pubblico.

La struttura

Villa Pignatelli vanta una struttura molto ampia ed articolata sia per quanto concerne le sue zone esterne sia interne. La residenza è a pianta quadrata ed è contornata da un giardino all’inglese, caratterizzato da viali e da piante disposte a boschetto, nonché ad oggi abbellito ancora di più con delle fontane. L’ingresso si trova sul lato posteriore, presso l’atrio. Una collocazione insolita ma sicuramente comoda, siccome fu voluta fortemente da Pietro Valente per poter fare accesso all’edificio in carrozza.

 

Tra le peculiarità più importanti, vi è il fatto che la villa ospita al suo interno altri due plessi museali e che da diversi anni riserva uno spazio, chiamato “Casa della fotografia”, dedicato all’allestimento di varie mostre di illustri o emergenti fotografi.

 

Al piano terreno della villa, di fronte alla facciata superiore, è ubicata la palazzina Rothschilid, dove vi erano le scuderie della villa. Ad oggi ospita invece il Museo delle carrozze, nel quale sono esposte numerose vetture ottocentesche con tanto di accessoriato provenienti da Parigi, Londra e Napoli. Si tratta di preziose donazioni volte alla famiglia Pignatelli da parte di nobili europei.

 

Vi è poi il  Museo Principe Diego Aragona Pignatelli Cortés, ossia il primo dei tre piani di Villa Pignatelli. Al suo interno vi sono tutte le aree e le stanze che hanno caratterizzato la vita e la dimora nobiliare, in cui sono esposti tutte le porcellane e gli argenti dell’epoca. Il piano inferiore e superiore sono rispettivamente lo scantinato e il sottotetto, non aperti al pubblico. Questi erano destinati soltanto alla servitù e conservavano tutte le dispense di cibo e gli utensili destinati alle pulizie.

Immagine di copertina scattata da Emanuela Francini



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