Villa Meola, la gemma settecentesca ed il fantasma del marchese

Martina Guaccio

Nel cuore del centro storico della cittadina vesuviana di Portici, in via Marconi, lì dove oggi si svolge il mercato, tra bancarelle e venditori ambulanti, sorge una delle più splendide testimonianze architettoniche di fine ‘700: Villa Meola. Definita dallo storico ed urbanista Roberto Panegemma settecentesca della costa vesuviana”, la sua costruzione fu commissionata dal marchese Carlo Danza. Egli trascorse gran parte della sua vita dividendosi tra Napoli e Portici, e scelse quest’ultima come luogo di villeggiatura. Nel 1724, fece, così, erigere Villa Danza, proprio come attesta oggi una lapide murata in uno degli appartamenti al primo piano, spazio in origine adibito a cappella dell’edificio:

 

D.O.M. Carlous Danza construendum curavit A.D. MDCCXXIV”
(“A Dio Ottimo Massimo Carlo Danza ordinò la costruzione nell’anno del Signore 1724”)

 

Venne acquistata, in seguito, dai conti Tagliaviva d’Aragona e, successivamente, nel 1911, dal dottor Felice Meola (da cui prese l’attuale denominazione).

 

Una villa in pieno stile rococò

Secondo la pianta del Duca di Noja del 1775, la villa era definita come “luogo del Trio” e presentava una planimetria molto simile a quella attuale. All’ingresso, un ampio androne, impreziosito da una bellissima scala aperta a due rampe simmetriche in puro stile rococò, da cui si intravede il giardino. L’attribuzione della sua realizzazione non è certa: se per molti è opera di Domenico Antonio Vaccaro, altri riconoscono la marcata influenza rococò dell’architetto Sanfelice. La scala su un solo piano e a tre arcate lascia libero il passaggio ad un viale che attraversa quello che ancora oggi è il giardino della Villa. Sul lato opposto della strada, nel ‘700, dal portale della Villa, partiva un altro viale che attraversava il territorio circostante e portava direttamente alla “Strada Regia” di Portici, ossia Corso Garibaldi.

 

Villa Meola oggi

Il cortile quadrato, quello che un tempo ospitava le numerose carrozze, risulta, ancora oggi, finemente decorato con mascheroni e volute, presenti lungo tutto il porticato che va ad unirsi alla scala aperta sul giardino, coltivato ad agrumeto proprio come una volta. Mancano, però, quelli che un tempo poggiavano sui piedistalli in piperno attualmente presenti, ossia dei probabili busti in marmo.

 

Agli inizi del ‘900, la facciata originaria venne stravolta con  l’aggiunta di un piano superiore. Oggi, infatti, la struttura si eleva su quattro piani e l’unico elemento originario della facciata che ci è pervenuto è lo splendido portale in piperno. Nonostante le modifiche del ‘900, rimane l’impronta fortemente settecentesca e rococò della Villa.

 

Il fantasma del marchese

L’incantevole Villa Meola, nota per lo splendore architettonico, sembra essere la scena perfetta per misteriose apparizioni. Non a caso, tra le diverse voci che si susseguono a Portici, si dice che il primo proprietario, Carlo Danza, abbia più volte deliziato i condomini ed i passanti di una sua apparizione. Il marchese in vita dedicò molto tempo libero al teatro e alla musica; si dice che queste due passioni accompagnarono Danza anche nella vita ultraterrena al punto che alcuni raccontano di aver visto il suo fantasma aggirarsi per la villa esibendosi insieme ad altri attori e musicisti. C’è chi, invece, dice di averlo visto apparire in compagnia di amici, attori comici per l’esattezza, che erano soliti prendere in giro i passanti di via Marconi.

 



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Caricando...
Menu