Villa Lauro Lancellotti: la perla incustodita del Miglio d’Oro

Arte e Cultura
Articolo di , 28 Gen 2021

 

Grazie al re Carlo di Borbone, l’evoluzione urbanistica che interessò l’area alle pendici del Vesuvio arricchì il cosiddetto Miglio d’Oro di splendidi capolavori architettonici: una serie di sontuose ville in successione, in quel tratto di strada che oggi collega San Giovanni a Teduccio a Torre Annunziata, includendo i comuni che sorgono fra i due. Ebbene a Portici, oltre Villa d’Elboeuf, prima villa in assoluto del Miglio d’Oro e Villa Meola, in pieno centro storico, al corso Garibaldi si erge tuttora la maestosa Villa Lauro Lancellotti.

 

Storia ed architettura della villa

Costruita nel 1776 da Pompeo Schiantarelli, noto architetto ed allievo di Ferdinando Fuga, Villa Lauro Lancellotti fu commissionata dal principe Scipione di Lancellotti ed è tuttora proprietà della famiglia. Si eleva su un piano, compreso il pian terreno ed il mezzanino. La facciata è in pieno stile settecentesco, con una tripartizione caratterizzata da un bugnato rustico e due medaglioni scolpiti in bianco che spiccano sull’ingresso. Se dal lato della strada la Villa è maestosa ma poco decorata, la facciata posteriore che dava sul giardino compensa il minimalismo esterno: in corrispondenza della terrazza al piano nobiliare vi era un padiglione di ordine ionico e ai lati due rampe di scale che collegano il piano nobile ad un incantevole giardino che si estendeva fino al mare. Il piano superiore presentava pareti affrescate che rappresentano otto scene di vita cinese, il cui autore non è stato ancora identificato con certezza. Colori, quelli degli affreschi, ormai lasciati al degrado. Così come il giardino, oggi incolto e selvaggio.

 

L’abbandono e il degrado 

Un progressivo abbandono ha avuto inizio a partire dal secondo dopoguerra. Dopo la morte nel 2006 di Natalia Lauro Lancellotti, ultima abitante della villa, iniziò ufficialmente la triste trasformazione della dimora settecentesca in rudere. Saccheggi e atti vandalici hanno portato ad un processo irreversibile di abbandono al punto che l’amministrazione comunale di Portici, in assenza di interventi da parte degli eredi della villa, fu costretta a prendere provvedimenti, sbarrando finestre e murando qualunque tipo di accesso.

 

Il crollo della facciata

Il 17 marzo 2011, come se non bastasse, in seguito ad un violento temporale, accadde l’inevitabile: la facciata centrale della Villa Lauro Lancellotti crollò rovinosamente. Quello fu il colpo di grazia per la villa già lasciata all’incuria, al saccheggio e all’azione delle intemperie che ne hanno consumato quanto di prezioso e bello ne era rimasto fino ad allora. Da un anno, le impalcature coprono gran parte della villa, come un timido accenno verso un possibile recupero.

 

Oggi, la facciata è ancora compromessa e dalla strada non si fa altro che seguire il lento sgretolarsi degli affreschi, ricordi di un tempo ormai lontano.

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