Viaggi nel tempo del capoluogo partenopeo. Prima tappa: il Cimitero delle Fontanelle

Grande Napoli

Il Cimitero delle Fontanelle, detto in napoletano ‘O Campusanto d’‘e Funtanelle, è uno dei luoghi più suggestivi del capoluogo partenopeo. Incastonato nel problematico, ma anche ricco di storia, Rione Sanità, questo luogo raccoglie le povere spoglie dei morti di peste del 1656 e, più tardi, quelli di colera del 1836. Il luogo venne adibito proprio per conservare i resti di coloro che non potevano permettersi economicamente una sepoltura.

Le sue pareti in tufo ed i suoi diversi cunicoli lo rendono un luogo davvero suggestivo, ispiratore di numerose leggende. Si diceva che i cadaveri venissero portati dai becchini in un sacco a tarda notte e che, agli inizi dell’ Ottocento si contavano già otto milioni di ossa di anonimi. Il luogo è stato riaperto al pubblico dal 23 maggio 2010 ed è visitabile anche attraverso le guida delle numerose associazioni che vi operano.

Il nome Fontanelle, affermano gli studiosi, deriverebbe dalla presenza copiosa di sorgenti e fonti d’acqua proprio in questa parte della città, in una stagione in cui l’acqua a Napoli non abbondava certamente. Passeggiando tra le ossa, si notano alcuni teschi chiusi in teche, appositamente lucidati. Quei capi appartengono a chi veniva appositamente in sogno ai devoti del luogo, dando consigli e dispensando grazie. Come ricompensa, chi riceveva tale grazia, sempre secondo i racconti che si narrano, si prendeva cura del presunto teschio accudendolo e lucidandolo. Un’altra leggenda racconta che in questo luogo fossero sepolti i veri resti del poeta di Recanati, Giacomo Leopardi e si pone in dubbio la sua inumazione presso un altro luogo storico della città, il Parco Virgiliano.

In uno dei corridoi di destra s’intravede la figura del Monacone, un’imponente statua indossante il tipico abito domenicano bianco – nero e decapitata. In fondo vi è la parte più suggestiva del sito, chiamata il Tribunale, dove è possibile intravedere tre croci con base di teschi. Qui, si narra che i vertici della camorra si riunissero per stringere le nuove alleanze e progettare i prossimi agguati.

 

Maria Anna Filosa



Comments to Viaggi nel tempo del capoluogo partenopeo. Prima tappa: il Cimitero delle Fontanelle

  • Un posto veramente unico. Riguardo all’utilizzo che ne faceva la camorra, tempo fa visto un film che conferma questa ipotesi. Ma non ricordo il titolo.

    Lo Guarracino 28 settembre 2012 17:44 Rispondi

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