Il Vesuvio sta cambiando colore. Ecco perché

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Il Vesuvio sta cambiando colore. Ecco perché
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Il cambiamento è ormai visibile anche a molti chilometri di distanza

Osservando il Vesuvio in questi giorni vi sarete accorti che il vulcano più famoso del mondo sta pian piano modificando colore. Pare infatti che la terra che ricopre tutto il cono sia stata presa d’assalto dalla Ginestra etnea che risale sulle sue pendici e che, metro dopo metro, sta conquistando inesorabilmente la cima del vulcano.

A prima vista potrà sembrare una notizia che farebbe la felicità di tutti i fanatici di Giacomo Leopardi, è invece causa di grande apprensione per i ricercatori di Botanica della facoltà di Agraria di Portici, Università Federico II. Pare, infatti, che se non si interverrà in tempi brevi, la Genista aetnensis, specie impiantata in seguito all’eruzione del 1906, nei prossimi decenni porterà ad un graduale e permanete cambiamento di uno degli skyline più fotografati del mondo.

Secondo una ricerca pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno, l’ allarme sulla gravità dell’infestazione da Ginestra etnea è stato lanciato per la prima volta già tre anni fa, con uno studio pubblicato sulla rivista scientifica americana «Ploss one» da un’équipe di ricercatori di Agraria (Università Federico II) coordinata dal dottor Adriano Stinca.

Invasion impact of the nitrogen-fixing shrub Genista aetnensis on Vesuvius Grand Cone (Stinca, Paola Conti, Gino Menegazzi, Giovan Battista Chirico, Giuliano Bonanomi). Questo il titolo dell’imponente lavoro condotto dai ricercatori.
La notizia, già ampiamente diffusa nella comunità scientifica e all’Ente Parco del Vesuvio, è passata in sordina all’esterno. Tuttavia, già dai primi giorni di luglio, sono visibili ad occhio nudo le immense “praterie” gialle di ginestra che hanno invaso la Valle dell’Inferno e molti tratti del Gran Cono.



Comments to Il Vesuvio sta cambiando colore. Ecco perché

  • Sembrerebbe un fenomeno positivo da ben accogliere. Per quali motivi non sarebbe tale? Non credo per un motivo di conformità a una immagine grigia di vulcano.
    Per cortesia vorrei saperne di più nel merito, e capire quindi quali motivi – scientifici – ci sarebbero per non essere lieti di questo che appare come un bel cambiamento tutto naturale.

    Alberto Calabrese 20 luglio 2016 18:08 Rispondi
  • Non capisco, la ginestra fiorisce da giugno a luglio, quindi negli altri mesi il Vesuvio rimane del suo grigio. Io vado da parecchi anni in pellegrinaggio sul Vesuvio per godere non solo di quel giallo color sole, ma soprattutto per inebriarmi del profumo che esse sprigionano. Penso che come in Francia i turisti scelgono la stagione giusta per ammirare i campi di lavanda perché non sfruttare allo stesso modo questa meraviglia della natura. Poi se aneliamo di ecosistema la Natura è tutto un divenire.
    NON TOCCATE LA GINESTRA

    Anna Maria Cirafici 20 luglio 2016 19:05 Rispondi
  • Abito a Caserta. Anche i colli tifatini quest’anno hanno mostrato un’insolita vasta colorazione gialla dovuta a praterie di ginestra. Secondo me ha influito anche l’abbondanza delle piogge.

    Ferruccio Rondinella 20 luglio 2016 23:30 Rispondi
  • nei lunghi intervalli di tempo tra un’eruzione e l’altra, si è sempre avuto il ritorno della vegetazione sulle pendici del “Sommo” addirittura chi è mio coetaneo si ricorderà sicuramente che sul lato opposto al mare del monte somma da un’altezza di circa 700m in poi la vegetazione era inesistente……. in tempi più remoti quando il mitico Ercole combatteva con poche centinaia di uomini l’ esercito romano dopo ogni raid trovava rifugio nella foresta che sorgeva proprio all’interno dell’allora vasto cratere’ dove i soldati romani non penetravano perche si diceva infestata di spiriti maligni……. un di ‘ spero il più lontano possibile il vesuvio metterà tutto a posto

    vincenzo corcione 21 luglio 2016 13:44 Rispondi
  • Nessuno ha pensato che il Vesuvio attirerà più turisti ricoperto di fiorellini gialli? Organizzate una bella mostra sui cambiamenti del colore del vulcano dall’ultima eruzione. Buona giornata

    Loredana 22 luglio 2016 9:37 Rispondi

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