Vesuvietta, la lounge del Grand Hotel Vesuvio
Festività natalizie d’autore nello storico luxury hotel sul lungomare, con una rinnovata crew di sala del cocktail bar Vesuvietta.
Il Grand Hotel Vesuvio a Napoli è stato fondato nel 1882 dall’imprenditore belga Oscar De Mesnil, come struttura di supporto e di servizio agli ospiti dei contigui Bagni del Chiatamone – con visitatori illustri come Oscar Wilde, Guy De Maupassant, Gabriele D’Annunzio – sino ad arrivare al tenore Enrico Caruso, al quale è dedicata attualmente il ristorante fine-dining del roof garden, guidato attualmente dallo chef Emanuele Petrosino.
Sotto l’egida dell’attuale proprietario Massimo Maione – presidente ed amministratore delegato della Grande Albergo Vesuvio S.p.a. – si è proceduto ad un rinnovamento ed ammodernamento dell’intero edificio e della complessiva gamma di servizi offerti, confermandosi come luogo iconico dell’intera città.
Nell’ambito dell’offerta eno-gastronomica e di beverage, doveroso segnalare il lavoro sinergico della crew di sala, che gestisce il Solarium e Cocktail Bar denominato “Sky Lounge”, ubicato al decimo piano, aperto in occasioni di festività e nel periodo estivo – invernale quando il tempo lo permette – insieme al lounge bar “La Vesuvietta”, collocato al piano terra, rappresentante un ampliamento della sala d’attesa del night club, che abbiamo visitato in occasione delle imminenti festività natalizie. Massimo Cascella, Graziano D’Acierno, Mauro Muto, Giancarlo Serafino, Antonio Esposito, a loro è devoluta la gestione ed organizzazione dell’intero comparto eno-gastronomico, con tanta ricerca e selezione – ed illustri nomi regionali che fanno capolino nell’offerta – dai lievitati di Malafronte alla patisserie di Mario Di Costanzo.

Il bar “Vesuvietta” e la degustazione
Alle redini del bancone il bar manager Massimo Cascella – adiuvato dal bar tender Antonio Esposito, in forza dallo scorso anno e già al timone della scuola di formazione per professionisti della mixology “Azoth” – l’ingresso nella hall è imponente, segnato dal colpo d’occhio del presepe d’epoca di artigiani napoletani, e dallo splendido pianoforte a coda prospiciente il salone principale.

Carta dei cocktail con oltre cinquanta referenze, divisi nelle macro-appartenenze fra “classic cocktails”, “signature cocktails”, “luxury cocktails”, sino ad arrivare agli “highball cocktails”, long drinks dall’effetto rinfrescante e dissetante, generalmente serviti con l’aggiunta di soda: ampia la selezione di distillati, con particolare menzione per i whisky e rhum, equamente divisi fra “caramellati” ed agricoli.
Convergendo sulla degustazione, partiamo, con note progressivamente decrescenti di amaro, dai classici Americano e Negroni, in abbinamento patatine ai vegetali Tyrrell, grissini artigianali tirati a mano del pastificio Malafronte, olive Nocellara del Belice, crostino con acciughe del Cantabrico e gazpacho di pomodoro.
Proseguendo, è la volta dell “House Martini”, con italian dry gin, vermouth ambrato, bitter oliva, bitters sedano, frutto del cappero, in perfetto equilibrio la consistenza e l’amalgama degli ingredienti. Ancora, assaggiamo lo champagne “Nicolas Moreau”, brut rosè, elegante assemblaggio di Pinot Noir, Chardonnay e Meunier, perfetto per l’abbinamento con la piccola pasticceria del pluripremiato Mario Di Costanzo.

La gran chiusura è riservata alla sontuosità del whisky Talisker Single malt “aged 25 years”, con affinamento in botti ex-bourbon, al naso sentori di alghe, fumo, caramello, pepe nero, zenzero e cioccolato, al palato torba e caramello, uno dei migliori mai provati: un’ulteriore sorpresa è rappresentata dalla crostata di frutti rossi home-made proveniente dalle cucine del Vesuvio, straordinario retaggio gustativo di un patrimonio – ed un luogo – unico al mondo.

