Vasco dedica il concerto a Pino Daniele

Valentina Cosentino
Vasco dedica il concerto a Pino Daniele
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Venerdì 3 Luglio 2015, nel bene e nel male, sarà ricordato come il giorno di Vasco. Si perchè come ogni evento che si rispetti, anche un concerto di musica rock, è un’occasione per fare politica e polemica, tanta polemica!

Polemica sullo Stadio San Paolo e sul suo prato, sul primo cittadino, che invece di pensare a riparare le pensa ad accogliere Vasco, i dispositivi di traffico, l’inquinamento acustico e naturalmente la solita polemica su Vasco che secondo alcuni, i soliti ignoti, avrebbe parlato male, anzi malissimo di Napoli,.

Dall’altro lato delle polemiche c’era la città impazzita per Vasco, il Komandante: fan che dormono con le tende fuori al San Paolo, che lo chiammano a gran voce, intonando le sue canzoni, sotto i balconi degli hotel del Lungomare.

Tutto questo, appunto, nel bene e nel male, è stato quello che è successo prima del concerto.

Ed ecco il giorno del concerto.

Gli idranti sulla folla, il caldo, la gente composta che attende in fila il proprio turno per entrare allo stadio, una festa di colori ed emozioni. Tutti aspettano il momento in cui si spengono le luci sul San Paolo, così pieno nemmeno fosse una finale di Champions.

Ed ecco che si fa buio, il sole scende su Napoli e si accendolo le luci sul palco, tutti amici intorno, tutti in nome del solo unico Vasco.

Il Komandante intona una dopo l’altra, in barba ai suoi anni, senza sosta, le canzoni di ieri e di oggi, energia di rock puro che i suoi incredibili musicisti rendono ancora più speciale.

La sua prima nota fa dimenticare il male del giorno prima, tutte le troppe parole sprecate su quella che alla fine è stata solo una grande e bella festa della musica.

C’erano giovani e giovanissimi, ma anche chi giovane non lo è più tanto, e che segue Vasco dai suoi primi album, tutti ad un certo punto hanno intonato O surdato ‘nammurato, nella migliore tradizione del San Paolo, forse l’omaggio più bello e più sincero che la città riserva solo a chi è veramente grande.

E Vasco, piaccia o no la sua musica, resta uno dei grandi nomi della musica italiana di ieri e di oggi, ed è un onore che abbia scelto Napoli per una delle date del suo tour. A lui resta il dono di una partecipazione sentita più che mai da parte dei Napoletani, che in fatto di accoglienza la sanno lunghissima, a noi un concerto strepitoso che ha voluto dedicare alla memoria di Pino Daniele, rinnovando in tutti i presenti l’emozione.

Alla fine di tutto, dunque, nonostante le polemiche del prima, resta per fortuna, per chi c’era, e non si era in pochi, solo la sensazione di aver preso parte ad un evento unico, uno di quelli di cui si potrà dire “io c’ero”. Ero lì in nome della musica, sono rimasto in un tempo sospeso per due ore e mezza, senza un passato, senza un futuro, in cui ho goduto solo del qui ed ora, perchè oggi “siamo vivi, domani chi lo sa“.



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