Vaccino AstraZeneca: possibile ulteriore frenata del Cts per gli under 50
Un caso di ricovero a Genova spinge il Cts all'ennesima riflessione sull'inoculazione di AstraZeneca ai giovani. Intanto, a Napoli somministrate per sbaglio 44 dosi del vaccino inglese al posto di Pfizer.
Una ulteriore revisione è necessaria per il vaccino anglo-svedese AstraZeneca. La collezione di eventi avversi – seppur molto rari – legati principalmente alla popolazione giovane e femminile porta il Cts a rivalutare la somministrazione su alcuni soggetti. Il caso della diciottenne di Genova, ricoverata in condizioni gravi dopo l’inoculazione della prima dose, allerta su possibili effetti collaterali nei giovanissimi.
Le raccomandazioni – dopo una riunione presieduta dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, il Comitato Tecnico Scientifico e il capo di Aifa, Nicola Magrini – potrebbero trasformarsi in un vero e proprio veto. Se già da qualche mese AstraZeneca è consigliato per i soggetti dai 60 in su, potrebbe essere del tutto vietato agli under 50. Al momento, infatti, nessuna regola ne vieta l’utilizzo su giovani e giovanissimi. L’Asl 2 Napoli Nord, nel frattempo, ha sospeso l’AstraDay previsto per oggi 10 giugno e ha dichiarato di somministrare solo Pfizer e Moderna.
In seguito, anche, alla notizia di una inoculazione errata di ben 44 dosi di AstraZeneca avvenuta domenica 30 maggio nel centro vaccinale della Fagianeria a Capodimonte. Si tratterebbe, riporta Ansa, di un errore del farmacista incaricato di prendere il flacone. Anziché Pfizer ha scongelato il vaccino sbagliato e preparato siringhe (si trattava della prima dose) contenenti il siero anglo-svedese. Ma chi ha somministrato il vaccino, questo affermano sempre dall’Asl, era sicuro di aver utilizzato Pfizer.
L’Asl sta contattando le 44 persone (sono napoletani tra i 18 e 38 anni) per avvisarle di quanto accaduto: ovvero che sono stati vaccinati con AstraZeneca e non con Pfizer. Ma la conseguenza, ribatte il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva, è comunque l’immunizzazione. Migliore, certamente, della malattia causata dal virus.

