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Uscita d’Emergenza: Rigillo e Di Palma aprono la stagione del San Ferdinando

Valentina Cosentino
Uscita d’Emergenza: Rigillo e Di Palma aprono la stagione del San Ferdinando
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Si è inaugurata mercoledì 23 ottobre la stagione teatrale del San Ferdinando con l’opera forse più famosa di Manlio Santanelli:  Uscita di Emergenza.

 

I due protagonisti Cirillo e Pacebbene, i cui panni sono vestiti rispettivamente da Mariano Rigillo e Claudio Di Palma, diventano in questo storico testo, rappresentato nel 1978 per la prima volta proprio al San Ferdinando, il simbolo della precarietà umana.

 

Un terremoto, il bradisismo anzi, è il pretesto narrativo che costringe i due personaggi alla convivenza in un palazzo in rovina. Al centro della scena del San Ferdinando, mirabile ed evocativa opera di Luigi Ferrigno, una lastra enorme che, materialmente schiaccia il cuore e l’anima di Napoli, la statua del Nilo, e simbolicamente soffoca anche le esistenze di Rigillo /Cirillo e Di Palma/Pacebbene.

 

Entrambi ritrovatosi soli per motivi diversi decidono di vivere insieme in quella che doveva essere una sistemazione provvisoria e alla quale nessuno dei due accenna a rinunciare.

 

In questo loro convivere, in quella che sembra una giornata come le altre, i due si vomitano letteralmente addosso un’infinità di parole, parole che, come sottolineato da Di Palma, anche regista del lavoro, sono le reali protagoniste della commedia. Continua il regista “Parole per la prima volta non di seconda mano, abituati per le loro professioni (sacrestano e suggeritore) a non pronunciarne mai di proprie”.

Il testo che ricorda a tratti il teatro di Pinter, evocato dallo stesso autore, ma, aggiungiamo, anche quello di Eduardo, valorizza i due protagonisti. Eccessivo, sopra le righe Pacebbene nei cui panni si cala perfettamente Di Palma con una recitazione a volte ossessiva che regala al suo personaggio anche un’ingenuità a tratti disarmante.

Perfetto Mariano Rigillo, che regala al pubblico un personaggio sofferto e sofferente, ma contemporaneamente pacato e capace di frenare le paranoie e gli eccessi di Pacebbene.

 

Tuttavia, nonostante la bravura dei protagonisti e una messa in scena accattivante e suggestiva, resta la sensazione che qualcosa manchi, sembra di essere davanti ad una gran bella tela manierista, davanti alla quale, tuttavia, emozionarsi non è contemplato.  E’ forse l’assenza di un vero collante emotivo tra i due protagonisti che è mortificante e rallenta il ritmo dello spettacolo rischiando di far scendere l’attenzione dello spettatore.

L’assoluta mancanza del “non detto”, che sarebbe stato ben più significativo del detto, seppur detto molto bene, riduce a volte il testo a dialogo eduardiano, non troppo originale e spesso prevedibile. I due sono imprigionati nella loro quotidianità, nella ritualità dei gesti, e la scenografia evoca questa gabbia, in effetti solo emotiva, ma fino in fondo non si capisce il perchè. Potrebbero uscire, andare altrove, ma non lo fanno e non esce pienamente dal dialogo, da questa ossessione di parole, il vero motivo che tiene insieme i due, di fatto liberi di andare ognuno per la propria strada.

 

Piccole pecche del resto per uno spettacolo interessante e da vedere fosse solo per la riproposizione di un testo che è diventato un classico del teatro napoletano e non solo.

 

Ringrazio Nico Ciliberti, attore e regista, per il confronto e la proficua discussione su questo lavoro teatrale, denso e complesso che meriterebbe di essere rivisto per assaporarne tutte le sfaccettature e le possibili letture.

Informazioni

Dove: Piazza Eduardo De Filippo, 20 – Napoli
Quando: dal 18 ottobre al 5 Novembre
Biglietti: Sito Teatro Stabile

Uscita di Emergenza

di Manlio Santanelli
regia Claudio Di Palma
con Mariano Rigillo, Claudio Di Palma
scene Luigi Ferrigno
costumi Marta Crisolini Malatesta
luci Gigi Saccomandi
musiche Paolo Coletta

assistente alla regia Lucia Rocco
assistente alle scene Fabio Marroncelli
direttore di scena Alessandro Amatucci
datore luci Fulvio Mascolo
elettricista Pasquale Piccolo
macchinisti Alessio Cusitore, Gigi Sabatino
fonico Paolo Vitale
sarta Roberta Mattera
foto di scena Marco Ghidelli
produzione Teatro Stabile di Napoli – Teatro Nazionale

 



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