Un’ostrica gigante e coralli bianchi nel golfo di Napoli

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Articolo di , 10 Giu 2016

Il canyon Dohrn, il braccio di mare proprio davanti alla villa comunale di Napoli, custodisce preziosi segreti. Lo sanno bene i ricercatori della della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli, del Cnr, dell’Enea e dell’Università politecnica delle Marche, impegnati proprio in queste acque, a bordo della nave Minerva1, per il programma nazionale di ricerca marina “Ritmare”.

Il progetto interessa la ricerca di  spazzatura e di fonti di inquinamento nel Tirreno, ma i ricercatori si sono invece trovati ad osservare, con il loro Rov (robot subacqueo per grandi profondità, teleguidato e munito di videocamera), un incredibile ecosistema, una biodiversità mai osservata a tali profondità. In particolare hanno individuato un mollusco “gigante”,  circa venti centimetri di lunghezza, appartenente a una specie che si credeva scomparsa nei mari italiani. Si tratta dell’ostrica Neopycnodonte zibrowii, conosciuta solo in pochissime località (Sardegna, Baleari e Alboran), una specie marina antichissima che può vivere anche diversi  secoli.

Ma le pareti del canyon esplorato da ricercatori, coordinati da Mario Sprovieri dell’Istituto per l’ambiente marino costiero del CNR, hanno anche rivelato la presenza di coralli bianchi, ed altre colonie di eccellenti molluschi come la Madrepora oculata e Lophelia pertusa, oppure l’eccezionale Acesta, mollusco bivalve di dimensioni prossime ai venti centimetri

“Segnali incoraggianti per la biodiversità del mare sul quale affaccia Napoli, come racconta Roberto Danovaro, presidente della Stazione Zoologica, di solito, nelle profondità marine si trovano organismi molto grandi o, viceversa, piccolissimi. Nella nostra campagna di ricerca, finalizzata all’individuazione delle problematiche ambientali del mare, i robot subacquei hanno restituito a sorpresa la complessa fotografia di una delle più grandi oasi sommerse di biodiversità delle coste italiane. Non c’è solo l’ostrica ‘gigante’, che era stata ritrovata soltanto morta lungo le coste, ma un elevato numero di specie particolari, tutte insieme: un vero orgoglio per il Golfo di Napoli. Da monitorare e salvaguardare”.

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