Una passeggiata al caratteristico Castello di Lettere

Monumenti
Articolo di , 09 Apr 2021

A Lettere, delizioso comune campano fiore all’occhiello della civiltà romana, vi è un castello magnifico, divenuto per la sua sontuosità simbolo della splendente cittadina. La città esiste sin dall’epoca imperiale.

 

L’origine del suo nome deriva con ogni probabilità da “Lattaro” che, per deformazione fonetica, è divenuto Lettere.

 

La storia

 

È impressionante quanto la storia del Castello di Lettere sia colma di curiosità e rifacimenti dello stesso. Gli stessi che hanno reso questo luogo unico nel suo genere.

 

Si racconta che il castello sia stato costruito dagli Amalfitani, con ogni probabilità sotto il potere di Masone I, il quale decise di ergerlo con lo scopo di difendere la Repubblica dagli attacchi provenienti dal golfo di Napoli.

 

Esso fu elevato in una posizione predominante su tutta la valle del Sarno così da poter controllare in maniera efficace ogni tipo di traffico.

 

Sin dalla prima edificazione, avvenuta intorno alla fine del X secolo, all’interno delle mura del castello vi erano alcune abitazioni civili e una chiesa che in seguito, nel 987, divenne sede del vescovo dei Castelli Stabiani, che dipendeva dall’Arcivescovato di Amalfi.

 

Alla cattedrale fu, in un secondo momento, aggiunto un campanile a quattro piani decorato con bellissimi tarsi composti di tufo rosso e verde, tipico stile amalfitano.

 

Ma la peculiarità di questo enorme castello è rappresentata dal fatto che si tratta di un villaggio a tutti gli effetti che, in quanto tale, conteneva, oltre alle case, orti e negozi che collegavano una viuzza ad un’altra.

 

Solo con l’arrivo dei Normanni il castello fu ampliato e dotato di un ponte levatoio. Anche le mura subirono un rifacimento: furono infatti fortificate.

 

Durante la dominazione Sveva, poi, la fortificazione, che era già baluardo perfetto, rispondeva in tutto e per tutto ai bisogni ed ai desideri dell’imperatore Federico II.

 

Fu nel 1263 che il tutto venne affidato a Riccardo Filangieri ed è a lui che si devono la costruzione del “mastio” e di un’altra torre.

 

Ad ogni modo, è comunque l’epoca angioina quella durante la quale il castello assunse l’aspetto odierno e cioè a pianta trapezoidale con un alto mastio e altre tre torri posizionate a difesa dei punti più esposi delle mura.

 

La torre Sud è più bassa rispetto alle altre e in origine fungeva da granaio. Per questo è denominata Torre del Grano.

 

Questa maestosa fortezza, tuttavia, con l’arrivo degli Aragonesi, divenne proprietà di Isabella di Caprona. Fu allora che terminò la sua funzione difensiva.

 

Il Castello oggi

 

Ad oggi, vale davvero la pena scegliere questa meta per una passeggiata primaverile dato che, la Rocca di Lettere riserva grandi sorprese!

 

L’aria che si respira è meravigliosa e sembra di trovarsi ad ogni passo in un altro mondo.

 

La visita all’interno del villaggio, della cattedrale e del castello vi stupirà. Sarete attratti, infatti, da numerose meraviglie nascoste ai più che vi consentiranno di amare e gradire questo fantastico luogo.

 

All’interno della suddetta Torre del Grano è stato allestito il Museo del Parco Archeologico destinato ad ospitare i reperti rinvenuti nel corso delle campagne di scavo condotte a partire dal 2007. Alcuni di essi sono: ceramiche, oggetti in bronzo e ossa animali.

 

Grazie ad essi è possibile non sono risalire alle modalità alimentari e alle diete del villaggio, ma anche ai traffici e alla rete di commerci gestiti dagli amalfitani.

 

È impressionante ammirare di come, grazie ai recenti studi, siano riemerse case ed edifici più complesse rispetto a ciò che si credeva.

 

Un mondo del tutto nuovo che stuzzicherà la vostra curiosità!

 

Fonti:

https://www.beniculturali.it/luogo/parco-archeologico-di-pompei-castello-di-lettere

http://pompeiisites.org/lettere/

Foto: Stabia Channel

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