Un murale di Jorit per Mario Paciolla. La madre: “bisogna cercare la verità”
Sarà lo street artist Jorit a realizzare il nuovo murales dedicato a Mario Paciolla, giovane attivista morto in Colombia mentre era in missione per conto dell’Onu. Il volto di Mario sarà raffigurato su una delle facciate dell’Istituto Vittorini di Napoli.
Nella scorsa giornata è stato presentato, nella Sala del Capitolo all’interno del complesso monumentale della Chiesa di San Domenico Maggiore di Napoli, il progetto “Un murale per Mario Paciolla”.
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L’opera, patrocinata dal Comune di Napoli con il sostegno delle imprese sociali Gesco e della società Argo, verrà realizzata, sulla facciata del liceo scientifico Elio Vittorini del quartiere napoletano del Vomero dal noto street artist, di fama internazionale, Jorit.
L’inaugurazione è prevista per il giorno 28 marzo, data in cui l’attivista napoletano avrebbe compiuto 36 anni.
Presenti i genitori dell’attivista e le autorità cittadine
Alla presentazione erano presenti oltre ai genitori di Mario, Giuseppe e Anna, anche il vicesindaco di Napoli Laura Lieto, i consiglieri comunali Sergio Colella e Sergio D’Angelo, il segretario del Sugc Claudio Silvestri e Désiréè Klain di Articolo 21.
Chi è Mario Paciolla
Mario era un giovane napoletano, cooperante dell’Onu, trovato impiccato, il 15 luglio 2020, nella sua abitazione colombiana di San Vicente del Caguàn.
Il Paciolla, nella qualità di collaboratore della Organizzazione delle Nazioni Unite, si trovava in Colombia, in una regione considerata ad alto rischio, per partecipare ad un progetto di reinserimento nella società civile degli ex rivoluzionari delle Farc, nell’ambito del processo di pacificazione tra le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia e il Governo Colombiano.
Misteriose le circostanze del decesso
La morte, avvenuta in circostanze mai del tutto chiarite, aveva spinto gli inquirenti italiani a vagliare diverse ipotesi, tra cui anche quella dell’omicidio, nonostante le indagini condotte dalle autorità colombiane propendessero per il suicidio.
Lo scorso ottobre, nonostante le dinamiche della vicenda siano poco chiare, in assenza di ulteriori elementi concreti che suffragassero l’ipotesi dell’omicidio, la Procura capitolina ha ritenuto la morte del Paciolla “legata ad un gesto volontario del cooperante e pertanto ha chiesto l’archiviazione del caso”.
I genitori si oppongono all’archiviazione
La decisione degli inquirenti ha sconcertato i genitori del giovane Mario che si oppongono a questa richiesta di archiviazione e ad ogni altro tentativo di inibire o intralciare la nostra pretesa di verità e di giustizia.
I genitori del cooperante dichiarano di “non accettare la verità dell’archiviazione per suicidio, bisogna invece cercare la verità chiara sulla morte di nostro figlio Mario, che merita dignità”.
Sul punto è intervenuta anche l’avvocato della famiglia Paciolla, Alessandra Ballerini che presentando opposizione alla richiesta di archiviazione “spera di far riaprire le indagini per valutare gli elementi che abbiamo e quelli che porteremo”; il legale continua dicendo che “Mario è morto sul lavoro, impropriamente lo si definisce “volontario” ed è chiara la responsabilità dell’organizzazione (Onu ndr) per cui lavorava. Era un giovane uomo, un giornalista rigoroso e generoso ed è anche per tutte queste ragioni che non crediamo all’ipotesi del suicidio, oltre che per le molte evidenze che abbiamo dai nostri periti”.
Il vicesindaco di Napoli, Laura Lieto, interviene dichiarando che “il Comune si sta adoperando affinché si possa realizzare questo tributo a Mario e il suo volto diventi per tutti parte della nostra vita quotidiana e del panorama di questa città. Il murale sarà la testimonianza collettiva di una comunità che si riconosce attorno a un uomo che ha vissuto per la pace”.
L’artista Jorit ritiene che “Mario è l’esempio di chi lotta per costruire un mondo migliore”.

