Un bacio, il nuovo film del regista napoletano Ivan Cotroneo, è già un successo

Valentina Cosentino
Un bacio, il nuovo film del regista napoletano Ivan Cotroneo, è già un successo
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Una grandissimo successo ieri a Napoli per l’anteprima di “Un Bacio”, il nuovo film del regista napoletano Ivan Cotroneo, al suo terzo lungometraggio. Da oggi in tutte le sale.

La sala del Metropolitan ieri sera era piena per l’attesissima presentazione del film “Un bacio” di Ivan Cotroneo. Il regista, napoletano doc, in sala, era commosso ed emozionato per l’accoglienza che la sua città gli ha riservato in un giorno così importante. Con il suo sorriso disarmante non ha lesinato autografi, fotografie, strette di mano a quanti gli si sono avvicinati per fargli i complimenti prima e dopo la proiezione. E’ una persona di rara sensibilità Ivan, ma questo lo si capisce leggendo i suoi libri e guardando i suoi film, quelli che ha diretto e quelli che ha contribuito a scrivere.

Ivan ha presentato al pubblico il suo film in serata insieme a due dei protagonisti e ai produttori, dopo aver trascorso la mattina con i ragazzi di alcune scuole di Napoli che dopo la proiezione hanno aperto un dibattito sincero ed interessato sui temi sollevati dal film che evidentemente sentono vicinissimi.

Si perché “Un bacio” è un film che parla ai giovanissimi entrando nella loro vita quotidiana, partendo dal loro vissuto ed affrontando con il loro linguaggio un tema delicatissimo, anzi tanti temi delicatissimi, il bullismo primo fra tutti, ma anche l’omosessualità e, sopra ogni cosa, il rispetto per ciò che è diverso da noi. Rispetto che parte dalla conoscenza e dalla consapevolezza e, in primo luogo, dall’accettazione di se stessi.

La storia narrata nel film è la storia di Blu, Lorenzo ed Antonio, tre ragazzi esclusi per motivi diversi e tenuti ai margini dai loro compagni di classe che sono interpretati rispettivamente da Valentina Romani, Rimau Grillo Ritzberger e Leonardo Pazzagli, bravi e perfettamente calati nelle storie che raccontano, nonostante l’evidente difficoltà del ruolo che sono chiamati ad interpretare. Si parla di adolescenti che si aprono alla vita in un mondo incapace di accoglierli e proteggerli e nel quale si difendono come meglio possono e come meglio sanno, e troppe volte attaccando piuttosto che cercando di capire ed accettare in primo luogo se stessi.

Ivan gira attorno ai suoi protagonisti con la sua macchina da presa, con il suo occhio discreto e racconta le loro storie con la capacità di tenere lo spettatore incollato allo schermo, perché non sono solo i “drammi “adolescenziali, quelli che racconta, ma sono i problemi veri con i quali tutti dobbiamo confrontarci. Ironia, musica, colpi di scena, dolore, lacrime e ristate, si passa da uno stato d’animo all’altro e chi non lo è, in questa altalena emotiva, torna un pochino adolescente interrogandosi sulla strada percorsa fino ad oggi.

Ivan Cotroneo tutto questo la fa con “Un Bacio”.

Sì, perché Ivan con la sua arte, la sua incredibile capacità narrativa non vuole altro che ognuno si interroghi sul tema del diverso, non ha bisogno di fare la morale a nessuno e non vuole farla, non giudica e non prende posizioni, ma con abilità e poesia suggerisce a ciascuno quanto può essere facile la via del rispetto, per noi stessi e per gli altri, e quanto dolore dipende da ogni nostra singola scelta.

Ed è così che il bacio del titolo assume tanti significati, un bacio non dato, un bacio di troppo, un bacio che si è avuto paura di dare, tanti baci sprecati in amori sbagliati.

Un bacio, in più di una fiaba, ha risvegliato principesse di ogni tempo, il suo potere “terapeutico”, si sa, può essere sorprendente, sarà questo il “bacio” che potrà scuotere almeno un pochino le nostre coscienze?

Insomma, e qui parte la pubblicità più spinta, questo è un film che va assolutamente visto, in primo luogo perché Ivan Cotroneo è napoletano, un talento nato e cresciuto nella nostra città, anche se ha studiato a Roma,  ma questo glielo perdoniamo, ma sopratutto perché è un film bello ed emozionante, magari da guardare insieme ai figli adolescenti per discuterne insieme e capire che l’altro, il diverso è solo l’altra faccia di ognuno di noi.

Solo un’altra piccola curiosità, nei titoli di testa i più avanti con l’età riconosceranno il simbolo della casa di produzione Titanus, che è stata una delle prima case di produzione cinematografica nata proprio a Napoli nel 1904.

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