Turisti del Nord beccati a rubare le tazzine del Gambrinus

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Articolo di , 19 Ago 2016

Nella mattinata di ieri, due turisti veneti sono stati scoperti mentre tentavano di rubare le pregiate tazzine del Gran Caffè Gambrinus. Non si tratta di un caso isolato, bensì di una vera e propria ‘moda’ tra centinaia di turisti, principalmente provenienti dal Nord Italia.

Per comprendere a pieno la denuncia è bene fare un passo indietro e raccontare brevemente la storia delle famose e preziose tazzine del noto Caffè di piazza Trieste e Trento.

Si tratta di creazioni di raffinatissima porcellana bianca disegnate in esclusiva per il Caffè da Richard Ginori, leader italiano nella produzione di ceramiche per la tavola e porcellane artistiche di Capodimonte.Il marchio Ginori, ha una storia manifatturiera lunga 270 anni, ed è legato ai più grandi nomi del design italiano: Gio’ Ponti, Giovanni Gariboldi, Castiglioni, Giugiaro.

Ebbene, questi piccoli frammenti di bella epoque, che da sempre caratterizzano lo stile del Gran Caffè Gambrinus, sono oggetto della spiacevole vicenda e destano l’attenzione, se così si può dire,  di tantissimi turisti.

“Stamane una coppia di turisti del nord italia, proveniente dal Veneto, dopo aver bevuto il caffè al Gran Caffè Gambrinus ha tentato di rubare le note e pregiate tazzine in cui viene servito l’oro nero napoletano mettendole nella carta e infilandole in una borsa. Uno dei titolari del noto locale storico di Piazza Trieste e Trento ha redarguito i due signori, che erano con un bambino piccolo, invitandoli a restituire la refurtiva e si è visto rispondere che i napoletani devono solo essere orgogliosi che dal nord ci vengono a derubare. Insomma questa gentaglia è convinta che il sud è una loro colonia che possono impunemente saccheggiare, un vero sconcio” hanno raccontato il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borreli e Gianni Simioli, ideatore della radiazza.

“Una risposta di una arroganza incredibile – ha affermato Arturo Sergio titolare del locale – che denota come l’idea di poter venire nelle nostre terre a saccheggiarci o riempirci di rifiuti tossici come hanno fatto tante aziende del nord in passato è radicato nella testa di questa gente. Noi dovremmo addirittura ringraziarli perchè ci derubano? Pensano davvero che prendere qualcosa dalla nostra terra compresa una tazzina dal nostro locale è un atto dovuto di cui non devono scusarsi? I due signori che hanno provato a derubarci non si sono neanche scusati e non hanno mostrato alcun segno di pentimento”.

Ogni anno – ha aggiunto Massimiliano Rosati, anche lui gestore del Gambrinus – ci vengono rubate intorno alle 1000 tazzine da turisti prevalentemente del nord Italia. Quando li cogliamo in fallo mostrano sempre arroganza. Per queste persone la nostra terra resta solo un luogo di saccheggio. Siamo noi mortificati per loro”.

9 risposte a “Turisti del Nord beccati a rubare le tazzine del Gambrinus”

  1. rosellina ha detto:

    Mi sembra un po’esagerato partire dal furto di tazzine al Gambrinus per riprendere la storia della colonia Sud che è vera e dura dall’Unità D’Italia. .Proporrei di mettere in vendita, come fanno a Roma al Caffè Greco, tazzine uguali a quelle in cui servono il caffè

  2. CIRO ha detto:

    COME POSSIAMO VEDERE ANNO UNA OTTICA SBAGLIATA DELLA NOSTRA NAPOLI SENTONO TANTE COSE SU NAPOLI E FANNO TUTTO UN ERBA UN FASCIO MA CIO NON SIGNIFICA CHE DOPO CHE TI HO BECCATO A RUBARE TI DOVREI DARE ANCHE IL RESTO BO… SINCERAMENTE NON CI PACISCO PIU NIENTE ANCHE SE NON E LA PRIMA VOLTA CHE I TURISTI VENGONO PRESI IN FRAGRANZA DI REATO ANCHE A CAPRI RUBARONO NEI NEGOZI ADDIRITTURA VESTI E SCARPE ANCHE A POMPEI ALL REGGIA DI CASERTA INSOMMA SI DANNO DA FARE … E TURIST.. SCIEM….

  3. ciro iengo ha detto:

    Stendhal.
    La più che famosa sindrome, che reca questo nome, potrebbe essersi “involuta” in una nuova forma, riveduta e scorretta, forse più adeguata ai nostri tempi, ma che certo sarebbe più opportuno definire con la diversa denominazione di “sindrome di Lupin”.
    Non più mancamenti, ma tentativi di appropriarsi, seppure indebitamente, tra sbalordimento, invidia e gelosia, di manufatti, di oggetti per noi di uso comune, in alcuni casi di avanzi delle nostre genti, per testimoniare al proprio sbigottito inconscio, il loro passaggio e la loro presenza, in quei luoghi affascinanti, ricchi di bellezza, storia, arte, cultura e tradizioni, un modo per poter dire, da affamati ed assetati di magnificenza a cui basta, come ladri in un supermercato che derubino sacchetti di merendine per soddisfare momentaneamente, le proprie necessità di sopravvivenza, qualche stilla di nutrimento ed il solo poter pensare, io ho visto, c’ero, ho potuto toccare con mano la grandezza e per qualche attimo ho vissuto tra “loro”.

  4. anna ha detto:

    Per quale motivo non sono chiamati i carabinieri o la polizia e denunciati per furto come sarebbe accaduto anche nel bar più scalcagnato del nord?Forse i signori si sarebbero astenuti da qualunque commento e l’accaduto sarebbe stato un monito per tutti gli altri.

  5. Carlo Izzo ha detto:

    ci fossi stato io, avrei tirato loro in faccia il mio caffè, e li avrei cacciati in strada. Questa gentaccia è meglio perderla che guadagnarla

  6. Carlo Izzo ha detto:

    Prima che cominciassero questi pezzenti a calare nella nostra città, il Caffè Gambrinus veniva frequentato da Edoardo Scarfoglio, Matilde Serao, Curzio Malaparte, Enrico de Nicola, Benedetto Croce, Gabriele D’Annunzio, Paolo Tosti, Antonio De Curtis (Totò), e loro non rubavano le tazzine

  7. michele ha detto:

    Chi saccheggia il SUD, chi porta via i cantieri navali, fonderie, seterie, legno dalla Sila, l’industria dello zolfo. A ci sono i briganti nel SUD, tutto nascosto sulle montagne del SUD, vorrei sapere ma il tesoro Borbonico? Io mi faccio sempre queste domande mi piacerebbe che uno del nORD più intelligenti dei Briganti del Sud mi spiegasse con parole semplici. gezie

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