Tuffi da 30 metri dal fiordo di Furore, lo spettacolo dei campioni di MarMeeting

Tuffi da 30 metri dal fiordo di Furore, lo spettacolo dei campioni di MarMeeting
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Anche la campionessa olimpica Tania Cagnotto parteciperà alla trentesima edizione

MarMeeting Mediterranean Cup: si svolgerà nel fiordo di Furore, stupenda oasi incontaminata sita nella costa d’Amalfi ed entrata a far parte nel 1997 del Patrimonio Mondiale UNESCO, la trentesima edizione del campionato di tuffi da grandi altezze.

La data dell’evento ormai affermato nel panorama internazionale, organizzato da Oreste Varese e sostenuto dal sindaco Raffaele Ferraioli, è fissata per domenica 4 settembre e verrà trasmesso in diretta su Rai Sport a partire dalle 14.30. A prendere parte alla competizione saranno i più grandi atleti della disciplina, tra questi sarà presente una vera e propria star, uno dei più grandi tuffatori di sempre: Klaus Dibiasi. Per l’occasione verrà disposta una piattaforma all’altezza di 28 metri, misura massima consentita dal regolamento, nel mezzo del ponte che si affaccia sul fiordo ed i tuffatori avranno solo 3 secondi per coordinare i loro movimenti, prima di infrangersi alla velocità di 100 km/H contro lo specchio acqueo. A fare gli onori di casa il colombiano Orlando Dunque, attuale campione in carica, vincitore di sei edizioni e per nulla disposto a cedere il suo titolo. Coprotagonista indiscusso lo stupendo scenario che ospita la competizione.

Considerato uno dei più belli d’Italia, il fiordo di Furore è un luogo magico, posto allo sbocco di un vallone a strapiombo, solcato dal torrente Schiato che corre da Agerola giù lungo la montagna fino a tuffarsi in mare, ed ospita un piccolissimo borgo marinaro che può vantare di aver visto tra i suoi abitanti Roberto Rossellini e Anna Magnani. Anche quella che è considerata la più grande tuffatrice italiana di tutti i tempi, Tania Cagnotto, dopo l’eccellente performance che le è valsa due medaglie alle Olimpiadi di Rio, non rinuncerà a tuffarsi in questa stupenda oasi naturale a cielo aperto. Non si esita dunque a credere che il MarMeeting sia diventato una realtà nota a livello internazionale, non solo per la valenza sportiva, ma anche (e forse soprattutto) in quanto rappresentante della cultura del rispetto delle risorse marine.



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