Troppi galli a cantà nun schiara mai juorno: un detto napoletano che non sbaglia mai

Troppi galli a cantà nun schiara mai juorno è una verità impossibile da contraddire

Tradizioni e Curiosità
Articolo di , 24 Feb 2022

La Campania è una regione ricca sotto molti aspetti, tra i quali risalta senza dubbio quello legato all’ambito lessicale.
Le lingue e i dialetti campani sono infatti degli emblemi quotidiani della grandiosità stessa di questa terra, che riescono a rappresentare appieno in ogni sua sfaccettatura.

Il modo di parlare degli abitanti della Campania è infatti frutto di tutto ciò che questa regione colorata e colorita rappresenta. Il lessico che li riguarda costituisce infatti la più grande prova di quanto la storia del territorio sia considerevole. Il passato del Mezzogiorno è difatti inciso nei vocaboli che lo contraddistinguono. Gli avvenimenti che sono accaduti e che si sono susseguiti sono riscontrabili nei modi di dire che sono stati tramandati di generazione in generazione. Le peculiarità del posto sono perfettamente espresse dai termini assolutamente intrisi di napoletanità.

Tutto ciò che è capitato alla regione Campania nel corso della sua lunga storia è riscontrabile in ogni sillaba che fuoriesce dalla bocca di ogni suo abitante, come una mappa che evidenzia ogni dettaglio della terra di riferimento.
Perciò, oltre a ogni minima peculiarità tipicamente appartenente alla regione del Vesuvio, la lingua campana si compone anche di espressioni tipiche dello Stato del quale fa parte, dell’Italia, colorandole poi grazie allo stile del posto.

Tra queste espressioni ne figura una in particolare: “Con troppi galli a cantare non si fa mai giorno.

Troppi galli a cantà nun schiara mai juorno

“Troppi galli a cantà nun schiara mai juorno” è un modo di dire molto noto in Campania, ma la sua versione italiana lo è al contempo nel resto dello Stivale.

Infatti “Con troppi galli a cantare non si fa mai giorno” significa universalmente che, se ci sono tante voci emesse in contemporanea, non si riesce ad arrivare al fine ultimo, il quale, nel caso specifico dell’espressione in questione, equivale al raggiungimento del mattino.

I “galli a cantare” sarebbero perciò una metafora per parlare di coloro i quali provano a comandare in un dato avvenimento. Se le persone che assumono un ruolo da leader dovessero risultare più di una, ognuna di esse proverà a far prevalere la sua posizione rispetto a quella delle altre, creando così soltanto disaccordi e perdendo di vista l’obiettivo comune.

Come nei pollai c’è un solo gallo ad avvisare gli altri della fine della notte e dell’arrivo del mattino, senza che ce ne siano altri a confondere lanciando la notizia in altri momenti, così, nelle situazioni nelle quali urge la presenza di una figura di riferimento, questa figura deve essere singola per permettere agli altri di seguirla agevolmente e di sapere precisamente cosa fare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ti consigliamo anche

Vivere Napoli

Visitare Napoli in 3 giorni

Come visitare Napoli in 3 giorni? Tutto quello che c'è da fare e vedere...

Visitare Napoli in 2 giorni

In due giorni a Napoli si ha il tempo sufficiente per visitare i monumenti...

Visite guidate a Napoli

Napoli è una città ricca di storia e arte che offre tanti di siti...

Locali a Napoli

Sono tanti i locali a Napoli dove poter trascorrere le serate e divertirsi, tra...

Mercatini a Napoli

Sono tanti mercatini a Napoli dove fare shopping e trovare capi a basso prezzo!...

Dove dormire a Napoli

Da qualche anno a questa parte l’offerta turistica per il pernottamento a Napoli si...

Dove mangiare a Napoli

Napoli è una città che offre una molteplicità di soluzioni diverse per mangiare, per...

Cosa fare a Napoli

Napoli è la città del mare, del Vesuvio, e della pizza, e c’è tanto...

Napoli di notte

Napoli è ricca di luoghi in cui poter trascorrere le serate dal centro storico,...

Cosa vedere a Napoli

Napoli città d’arte. La città offre una molteplicità di siti monumentali, aree verdi, scorci...