Trekking estivo in Campania: le escursioni panoramiche da non perdere
Avventure a piedi: tra mito, natura e storia
Praticare l’arte del trekking in Campania significa vivere momenti di pura connessione con l’identità del territorio. La nostra regione offre la possibilità di poter scegliere di praticarlo da principianti, con percorsi brevi e più semplici, o da professionisti. Scopriamo insieme i sentieri più Instagrammabili della Campania.
Indice dei contenuti
- - Il Sentiero degli Dei, lungo la Costiera Amalfitana
- - Monte Faito, tra natura e fede
- - Monte nuovo, la discesa agli Inferi
- - Monte Epomeo, al centro dell’isola
- - Parco del Vesuvio, una memoria storica scolpita dal fuoco
- - Punta Campanella, un balcone sul mare
- - Monte Solaro, un viaggio verticale tra mare e cielo
- - Monte di Procida, sentieri flegrei
Il Sentiero degli Dei, lungo la Costiera Amalfitana
Lungo circa 8 km, il sentiero degli Dei è pieno di scorci mozzafiato percorribili in due o tre ore. Il sentiero dà l’opportunità di scegliere se fare del trekking più estremo e roccioso o uno più semplice e breve, per chi vuole godersi la vista senza sforzi eccessivi. Il percorso di trekking inizia a Bomerano (Nocelle), a cui si può facilmente arrivare con un bus direttamente da Agerola.
Per poter godere della meravigliosa vista di Positano, si cammina lungo le meraviglie naturali quali: Grotta Biscotto, terrazzamenti di vite e limoni e si passa anche per l’irresistibile spiaggia di Fiordo di Furore, che è riva accarezzata dal sole solo per poche ore al giorno, ideale per un momento di riposo. Terminato il sentiero appena descritto, a dividervi dalla meravigliosa vista di Positano, non restano altro che 1700 scalini (o un comodo autobus)!

fonte: Widimedia Commons
Monte Faito, tra natura e fede
Il tragitto di Monte Faito, tra i monti lattari, è lungo 5 km. Si dà il via al trekking a Castellammare di Stabia, a cui si può comodamente arrivare con auto o circumvesuviana. Si prosegue con la camminata passando per il caratteristico santuario di San Michele e per la sorgente carsica dell’Acqua Santa dove è possibile rifornirsi.
La creazione di questa sorgente è attribuita a una leggenda su San Michele: per colpire il demonio con una freccia, il santo colpì la roccia creando la crepa da cui oggi fuoriesce acqua. Il percorso termina al Monte Molare, o Monte San Michele, considerata la vetta principale del monte Faito.
Monte nuovo, la discesa agli Inferi
Quello sul monte Nuovo è un percorso di trekking denso di energia geologica. Si tratta di un itinerario escursionistico che ha inizio a Pozzuoli, è lungo 7 km e si percorre facilmente in due ore. Una sezione del percorso che regala paesaggi sorprendenti è quella del Lago d’Averno, un lago che giace all’interno di un vulcano spento. Per non dimenticare che durante questo sentiero, possiamo ammirare i resti del tempio di Apollo (in realtà una grande aula termale), questo tempio è legato a culti misterici, ed è possibile accedervi tramite il vigneto lì presente.
Monte Epomeo, al centro dell’isola
Il monte Epomeo prende il nome dalla parola greca: “Epopos” (colui che guarda dall’alto), e vuole richiamare la vista fantastica di cui si può godere dalla cima del monte più alto di Ischia. Grazie alla posizione centrale del monte è possibile avviare l’escursione di trekking da più punti. Il sentiero è lungo 11 km in cui ci sono tantissime bellezze campane, ad esempio lo stupendo borgo di Calimera, che conserva un’antica cantina. Peculiare sapere che il trekking praticato su questo monte, grazie alla presenza del suggestivo sentiero con intorno il tufo verde, è associato al concetto di purificazione dell’anima, dove l’escursionista “sale” anche spiritualmente.

fonte: Wikimedia Commons
Parco del Vesuvio, una memoria storica scolpita dal fuoco
Il parco del Vesuvio ha ben undici percorsi diversi in cui è possibile praticare trekking tra colate laviche e crateri fumanti. C’è l’itinerario più semplice: Il “Fiume di Lava” (1,9 km) e quello più difficile: “La valle dell’Inferno” (14 km ad anello).
Molti di questi percorsi hanno inizio alla fine della strada provinciale di Ercolano, e qualsiasi percorso tu scelga, non mancherà la presenza di storia; infatti, ci si può fermare a visitare scavi archeologici e addirittura, per i più curiosi, ci sono anche dei musei, come quello di Ercolano o Boscoreale.
Punta Campanella, un balcone sul mare
Dal piccolo borgo di Termini comincia la camminata fino a punta Campanella. Inizia l’avventura in un percorso tra cielo e mare lungo di 2 km, praticabili in meno di un’ora; quindi, adatto anche a chi è alle prime armi del trekking. La vista da punta Campanella è a picco sul mare e rende tutto fiabesco, c’è una leggenda che narra che durante la notte di San Giovanni, ci si può affacciare sul mare di quella veduta e udire il suono di una campana, che prima suonava in un campanile precipitato in mare durante un’incursione turca.

fonte: Wikimedia Commons
Monte Solaro, un viaggio verticale tra mare e cielo
Il viaggio parte da piazza della pace, nell’irresistibile isola di Capri, si può praticare un trekking per i più coraggiosi, un percorso lungo 1,5 km che prevede salite estreme ma ben segnalate; in alternativa è presente una funivia che permette di ammirare la vista sul golfo di Napoli, scansando la fatica della salita. È consigliabile praticare trekking in questa zona in primavera e in Estate grazie alla varietà di colori e profumi stupefacenti che regala la flora del posto, e che incorniciano l’Eremo di Santa Maria a Cetrella, una chiesetta incastonata nella roccia.
Monte di Procida, sentieri flegrei
L’accesso al sentiero del monte di Procida è a via Panoramica o Acquamorta, in entrambe le vie ci sarà possibilità di parcheggiare la propria auto. Il trekking che si pratica in questo percorso è tra i più semplici e suggestivi della Campania, ti permette di visitare il lussureggiante parco della Quarantena. Lungo il percorso di 2 km del Monte Procida, (alto 70m), la tappa che ci attende è la Baia Di Torrefumo, dove possiamo incontrare vecchi pescatori che avranno piacere nel raccontare la storia del drago: si dice vivesse imprigionato nei crateri del sottosuolo, ed ogni terremoto o brontolio della terra era chiaro segnale del suo respiro.

fonte: Wikimedia Commons

