Tragedia Solfatara: i piani di sicurezza di un vulcano attivo

Valentina Cosentino
Tragedia Solfatara: i piani di sicurezza di un vulcano attivo
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All’indomani della tragedia che ieri ha distrutto la vita di un’intera famiglia, sono inevitabili alcune considerazioni immediate sul se e come la morte di tre persone poteva essere evitate a partire. Le considerazioni partono necessariamente sulle opere previsionali di sicurezza del sito e sui piani di soccorso di cui lo stesso dispone.

 

Ieri, in base a dinamiche ancora da chiarire, in una voragine in una zona recintata del vulcano dei Campi Flegrei hanno perso la vita tre persone e se siano morti per la caduta o le esalazioni lo stabilirà l’autopsia. Una cosa è chiara: le persone coinvolte si trovavano in un’area interdetta e recitata, ma come e perchè  si trovassero lì resta ancora da chiarire e le indagini sono tutt’ora in corso.

 

La Solfatara è un’area vulcanica, uno dei crateri della caldera dei Campi Flegrei, aperta al pubblico e visitabile, anche se costantemente sotto controllo per la sua attività.  È una delle zone campione dell’INGV per misurare il bradisismo, una vera e propria riserva di anidride carbonica, CO2 e di vapore acqueo, H2O che tuttavia non sono mai state un pericolo per i visitatori nè per gli abitanti dell’area per l’alta dispersione degli stessi.

La famiglia vittima della tragedia sarebbe dunque caduta in una crepa del terreno, apertasi forse in conseguenza del cattivo tempo, e l’alta concentrazione di vapori in un luogo angusto li avrebbe uccisi in breve tempo.

L’area in cui i tre turisti sono precipitati, la fangaia, è normalmente recitata e interdetta proprio per la sua elevata pericolosità, gas e calore ad alta concentrazione. Il divieto è segnalato da cartelli e da una staccionata unita da reti. La voragine era ulteriormente segnalata e recintata.

La Solfatara può essere visitata con la guida, a pagamento, o da soli. Le tre vittime non stavano usufruendo della guida. In ogni caso il percorso di visita è segnalato e pressoché obbligato, in maniera ripetuta sono segnali i pericoli possibili e le raccomandazioni a non allontanarsi dal sentiero predeterminato. Ed in effetti non si sono mai verificati in tanti anni di apertura la pubblico incidenti di tale gravità. Ma sono recinzioni ed avvisi sufficienti per prevenire qualsiasi tipo di incidente? per bambini un po’ più vivaci e curiosi? e la possibilità di allertare squadre di soccorso specifiche in caso di incidente sono efficienti?

La recinzione potrebbe a prima vista sembrare insufficiente, ma una nota della solfatara stessa riferisce che su un terreno come quello presente non è possibile installare supporti più pesanti.

La famiglia Angarano, che gestisce il sito, non rilascia dichiarazioni, andranno ora chiarite le responsabilità in maniera particolare sull’esistenza di un piano di sicurezza in caso di emergenze e sulle modalità di allerta dei soccorsi.

Il responsabile della Protezione Civile comunale di Pozzuoli, Franco Alberto De Simone, dichiara al Corriere del Mezzogiorno: «Il vulcano dovrebbe essere dotato di un Piano di sicurezza  essendo un’area a rischio, misura da adottare nel rispetto della normativa e per garantire i visitatori. Al comune, per quanto mi risulta, non è stato né presentato, né depositato un piano specifico per il sito della Solfatara. Non so se da parte dell’ente sia stato richiesto in passato». «La situazione della Solfatara  è anomala. È in mano a privati una vasta area a verde e a rischio per i fenomeni vulcanici, per cui forse sarebbe necessario una normativa apposita. A Pozzuoli, in passato, c’erano altre situazioni anomale che riguardavano i laghi Lucrino ed Averno di proprietà privata. Poi intervenne la Regione e li acquisì al proprio patrimonio».

 

Foto Repubblica.it



Comments to Tragedia Solfatara: i piani di sicurezza di un vulcano attivo

  • estuve ahi en junio y la seguridad esta bien ,creo que se deberia entrar con niños o llevarlos de la mano .lamentable lo ocurrido

    betty 13 settembre 2017 20:47 Rispondi

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