Domani sciopero dei treni in seguito alla tragedia di Lodi

Grande Napoli

Sciopero di due ore, venerdì mattina, di tutti i ferrovieri italiani in solidarietà per i due macchinisti morti nell’incidente ferroviario del Lodigiano. Lo hanno indetto tutte le sigle sindacali dei trasporti: Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Fast-Confsal, Ugl Taf e Orsa.
«In considerazione dell’estrema gravità dell’incidente e nel rispetto delle vite umane, venerdì 7 febbraio ci sarà uno sciopero di due ore di tutti i ferrovieri dipendenti da tutte le aziende di settore operanti sulla rete nazionale e locale a partire dalle 12 ai sensi della vigente normativa in materia. Come sempre la famiglia dei ferrovieri si stringe ed è solidale con i familiari delle vittime», si legge in una nota unitaria delle sigle sindacali.

 

Nel frattempo, Capua piange per la morte del 59 enne Mario Dicuonzo, il macchinista del treno alta velocità deragliato a Lodi. Nato nella cittadina casertana, l’uomo si era trasferito tanti anni fa al Nord con la moglie e il figlio e viveva a Pioltello (Milano) mentre il fratello Mimmo è un dipendente comunale.
“È un dolore enorme la perdita di Mario Dicuonzo – dice il sindaco Luca Branco – tutta la comunità di Capua si stringe attorno alla famiglia del macchinista”. Il Sindaco racconta di come questa mattina abbia incontrato Mimmo Dicuonzo in Comune.

“È un dipendente modello che si occupa del settore delle attività produttive. Quando ci siamo visti non si sapeva ancora nulla della tragedia, era tranquillo e amabile come sempre, poi quando si è diffusa la notizia, so che ha lasciato il suo ufficio immediatamente per recarsi sul luogo dell’incidente”. Al momento l’amministrazione non ha ancora deciso quali iniziative intraprendere. Si deciderà nelle prossime ore.

“Sono sconvolto – ha detto parlando con l’Ansa – per la morte di un amico e di un altro lavoratore”. Ha poi proseguito nel tratteggiare la figura del ferroviere scomparso: “l’aspetto caratteriale andava di pari passo con quello professionale, era un macchinista molto capace – ha sottolineato – e aveva contribuito a formare e addestrare altri macchinisti nella guida dei Frecciarossa. Gli mancavano pochi mesi per andare in pensione”.

 

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