Tra sogno e delirio l’onirica rilettura del Macbeth di Shakespeare

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Articolo di , 27 Ott 2016

Macbeth di William Shakespeare, nella traduzione di Gianni Garrera e con la regia di Luca De Fusco, è lo spettacolo di apertura del cartellone 2016/2017 del Teatro Mercadante, in scena da mercoledì 26 ottobre a domenica 13 novembre.

«Potrà l’intero oceano del potente Nettuno lavare il sangue da questa mia mano?»

Macbeth, interpretato magistralmente da Luca Lazzareschi, è ossessionato dalla profezia di tre streghe, che tra danze sinuose ed ammalianti, gli rivelano che sarà lui a diventare re dopo aver ucciso il legittimo sovrano, Duncan di Scozia. Il suo destino però è segnato dalla mancanza di radicamento genealogico, reso allegoricamente dalla foresta che si sradica,  per cui il potere dopo la sua morte passerà ai figli di Banquo. Macbeth, una volta compiuto l’efferato delitto, è dilaniato tra la sua sfrenata ambizione, fomentata dalla moglie, e il senso di colpa che lo accompagnerà fino alla fine. Eccellente l’intensa interpretazione di Gaia Aprea nei panni di lady Macbeth, personaggio profondamente complesso, donna bramosa di potere che però non è in grado di generare eredi, avendo fiele al posto del latte. I monologhi dei due protagonisti riempiono la scena e catturano l’attenzione dello spettatore, rapito dal pathos con cui gli attori danno forma e sostanza ai sentimenti dei personaggi interpretati.

«Piuttosto che riconoscere questo atto preferirei non riconoscere me stesso»

L’ambizione rappresenta un’arma a doppio taglio che finirà per ritorcersi contro Macbeth: gli effetti delle sue nefande azioni emergono a livello inconscio, secondo echi dostoevskiani, relegandolo ad un perenne castigo interiore, che si trasfigura in una dimensione surreale di tenebra e fantasmi. Magistrale la scena del banchetto, in cui il fantasma di Duncan, «beffa surreale», punta il dito contro di lui, procurandogli una crisi che turba i commensali e che sua moglie tenta di celare per paura che il loro terribile segreto venga svelato.

«Ciò che una volta fatto l’occhio avrà paura di vedere»

Ciò che risalta nella rappresentazione è proprio l’atmosfera in bilico tra sogno e realtà, resa attraverso una scenografia (le scene sono di Marta Crisolini Malatesta) dall’effetto onirico che gioca sull’alternanza tra luci ed ombre. Molto interessanti le installazioni video ad opera di Alessandro Papa, il cui elemento costante è l’apparire di una civetta, lugubre presagio che con il suo verso fa calare un gelido silenzio tra i personaggi. Subito dopo l’omicidio, i coniugi Macbeth sentono bussare alla porta, rumore che sembra riprodurre quello di un battito cardiaco accelerato dalla consapevolezza del misfatto compiuto. Neanche lady Macbeth è esente dal senso di colpa, nonostante la sua apparente freddezza, al punto da trasfigurarla in un delirio del sonnambulismo, analogamente alle visioni del marito (il pugnale insanguinato, il fantasma di Banquo, l’apparizione del re).

«Io ho fatto indigestione di orrori e lo sgomento non può più farmi trasalire»

La parte finale della tragedia è occupata dallo scontro tra Macbeth e Macduff, interpretato in maniera intensa e carismatica da Claudio Di Palma, in un duello che si rivelerà fatale per un Macbeth oramai rassegnato al suo destino mortale, verso cui va incontro con un coraggio mai dimostrato prima.

La bravura del regista e degli attori principali e secondari, tra cui spiccano Giacinto Palmarini (Malcom, Sicario), Paolo Serra (Banquo, Medico scozzese), Enzo Turrin (Duncan, Un vecchio, Seyward), consiste nell’aver reso il dramma shakespeariano, connotato da atmosfere buie e da un ritmo lento ed introspettivo, avvincente e ricco di pathos. Per riprendere le parole del regista, ciò che fa la differenza rispetto ai lavori precedenti è l’adattamento della natura fantastica del testo, «che vede i suoi momenti fondamentali fortemente contrassegnati dal tema del sogno, del delirio, insomma dell’irreale».

Informazioni

Dove: Teatro Mercadante, Piazza Municipio.

Quando: 26, 28 ottobre, 1,4, 8 e 11 novembre ore 21.00 | 27 ottobre, 2, 3, 9 e 10 novembre ore 17.00 – 29 ottobre, 5 e 12 novembre ore 19.00 | 30 ottobre 6 e 13 novembre ore 18.00
Info: www. teatrostabilenapoli.it  Biglietteria: tel. 081.5513396

 

 

 

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