Terremoti Campi Flegrei, Musumeci chiede lo stato di emergenza nazionale
Dopo la scossa di magnitudo 4.4 di martedì 13 maggio, il ministro per la Protezione civile invoca misure straordinarie per accelerare gli interventi nell’area dei Campi Flegrei.
«Il perdurare dello sciame sismico, che in due mesi ha fatto registrare tre scosse ben avvertite dalla popolazione, suggerisce la necessità di procedere alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale nell’area dei Campi Flegrei». È quanto ha affermato il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, al termine di un vertice urgente tenutosi a Roma per fare il punto sulla crescente attività sismica che sta interessando l’area flegrea.
Musumeci ha precisato che un eventuale provvedimento straordinario servirebbe «ad assicurare, in regime straordinario, la velocizzazione delle procedure già in atto», previste da norme approvate dal governo Meloni negli ultimi diciotto mesi. Il ministro ha annunciato che chiederà formalmente al presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, l’intesa necessaria per portare la proposta all’attenzione del Consiglio dei ministri.
La scossa e la paura
La richiesta del ministro arriva all’indomani della forte scossa di magnitudo 4.4 registrata alle 12:07 con epicentro nel golfo di Pozzuoli. Il sisma, chiaramente avvertito anche a Napoli, ha provocato momenti di panico: scuole evacuate, sospensione dei collegamenti ferroviari, uffici pubblici temporaneamente chiusi. Prima il boato, poi la terra che trema. Una scena ormai familiare, ma mai davvero “normale”, in un’area che vive da decenni con l’ombra costante del bradisismo.
Danni contenuti
Nonostante l’intensità della scossa, i danni sono stati contenuti. «Le prime verifiche fatte sia da parte dei vigili del fuoco sia da parte di Città metropolitana sulle scuole e sulle strutture pubbliche stanno dando un esito abbastanza rassicurante», ha riferito il prefetto di Napoli, Michele di Bari, a margine della riunione del Centro di coordinamento soccorsi, attivato subito dopo l’evento. Le autorità parlano di un costone roccioso sotto osservazione e di un rudere crollato, ma nessun danno strutturale significativo.
Convivenza con il bradisismo
A Pozzuoli, le scuole sono state chiuse in via precauzionale. È stata riattivata l’ex sede della Nato a Bagnoli come centro di accoglienza, insieme a un altro presidio in via Terracina e a sette aree di attesa solo a Pozzuoli.
Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha ribadito con fermezza la necessità di imparare a convivere con il fenomeno: «Il bradisismo non andrà mai via. Bisogna imparare a convivere con questa realtà».
Una consapevolezza, quella del vivere su un vulcano attivo, che torna prepotentemente al centro del dibattito politico e istituzionale. Il governo è ora chiamato a decidere se e come trasformare questa fase di emergenza sismica in un’azione straordinaria concreta.
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