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Tartaruga Carmela Elsa salvata a Nisida: ora è in cura a Portici
A. Silvestri
5 Nov 2025 - 15:36
Foto dal comunicato

Tartaruga Carmela Elsa salvata a Nisida: ora è in cura a Portici

L’esemplare, recuperato dai pescatori della Cooperativa “C. Salvatore” e dai volontari dell’associazione ELSA ETS, è ora in cura al Centro Recupero Tartarughe Marine del Dohrn di Portici.

Una Caretta caretta in difficoltà salvata nelle acque di Nisida. Una normale mattinata di lavoro si è trasformata in un salvataggio speciale per i pescatori della Cooperativa “C. Salvatore” di Nisida, che nelle acque antistanti l’isola hanno individuato una tartaruga marina Caretta caretta in evidente difficoltà. Senza esitare, i pescatori hanno contattato i volontari dell’associazione casertana ELSA ETS, da tempo impegnati nella tutela della fauna marina in collaborazione con la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli.

Grazie al pronto intervento della rete di soccorso, l’animale è stato recuperato e trasportato in sicurezza al Centro Recupero Tartarughe Marine di Portici, dove ha ricevuto le prime cure e gli esami diagnostici necessari.

Si chiama Carmela Elsa, un nome scelto dal mare

Come da tradizione, la tartaruga ha ricevuto un nome speciale: Carmela Elsa, un doppio omaggio ai suoi salvatori.
Il primo, “Carmela”, è stato scelto dai pescatori che per primi l’hanno avvistata e recuperata; il secondo, “Elsa”, dai volontari dell’associazione ETS che si sono presi cura di lei.

Un gesto che celebra la collaborazione tra comunità di pescatori, biologi e cittadini che condividono un obiettivo comune: proteggere la biodiversità e garantire la sopravvivenza di specie preziose come la Caretta caretta.

Dalla rete di salvataggio alla tutela dell’ambiente

È sempre un piacere poter salvare un animale in difficoltà – ha spiegato Leda Tonziello, presidente dell’associazione ELSA ETS – ma soprattutto è importante far crescere la rete di persone che contribuiscono, a vario titolo, a segnalare e recuperare il nostro patrimonio faunistico”. Tonziello ha ricordato come ogni intervento di questo tipo rappresenti un tassello nella salvaguardia della biodiversità, vero termometro della salute ambientale e della sostenibilità dei nostri mari.  Un ecosistema sano, infatti, è quello in cui anche le tartarughe marine possono vivere e riprodursi senza minacce.

Ora gli esperti monitoreranno le condizioni della tartaruga fino al suo pieno recupero, con l’obiettivo – presto, si spera – di restituirla al suo habitat naturale.

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