SWFF, Sergio Assisi presenta la sua nuova commedia ”Il mio regno per una farfalla” eventi-weekend-vivere-napolieventi-weekend-vivere-napoli
SWFF, Sergio Assisi presenta la sua nuova commedia ”Il mio regno per una farfalla”
E. Francini

SWFF, Sergio Assisi presenta la sua nuova commedia ”Il mio regno per una farfalla”

Il regista e attore partenopeo Sergio Assisi, durante la quattordicesima edizione del Social World Film Festival, ha rivelato molte curiosità sulla sua ultima commedia “Il mio regno per una farfalla”, motivandone i collegamenti con le opere shakespeariane e con il mondo degli insetti.

Sergio Assisi ospite della quattordicesima edizione del Social World Film Festival, la Mostra Internazionale del Cinema Sociale che ha luogo annualmente nella città di Vico Equense. L’attore e regista partenopeo ha tenuto una masterclass con i più giovani che ambiscono ad avvicinarsi al lavoro nel mondo dello spettacolo e, durante le attività di stampa, ha introdotto e spiegato la sua seconda opera registica, Il mio regno per una farfalla, proiettato nella arena Fellini, sita presso la SS. Trinità e Paradiso.

Una regia che mira al divertissement con vene shakespeariane

La regia di Assisi è squisitamente di stampo partenopeo ed ischitano. Dopo la sua opera prima, A Napoli non piove mai, ha deciso di ambientare la sua ultima opera registica nella verdeggiante isola verde, Ischia, vedendolo come protagonista della sua sceneggiatura, interpretando Sasà Belladonna. Si tratta di un nobile decaduto, noto per la sua fama da sciupafemmine impenitente, il quale deve attraversare diverse peripezie e clausole contrattuali bizzarre per ottenere la sua parte di eredità dell’albergo fondato dal padre e in cui alloggia e che, inoltre, per la prima volta s’imbatte nel vero amore.

“Ho avuto un cast artistico e tecnico eccezionale. Ci siamo divertiti tantissimi sul set, l’ultimo giorno delle riprese piangevamo tutti, non volevamo salutarci – ha poi introdotto le sue intenzioni ed il suo spirito registico – Non voglio essere un regista che si prende troppo sul serio, ormai va di moda risultare sempre fustigati, il non potersi esprimere più con ironia e leggerezza a causa del politicamente corretto, dobbiamo sembrare tutti illuminati e ripetere le parole degli uomini dotti illuminati – ed ha continuato a spiegare le riflessioni sociali che si celano dietro la comicità della sceneggiaturaLa commedia è pregna di piccoli messaggi subliminali. Il fatto che Sasà parli solo con le frasi di Shakespeare, in realtà simboleggia una velata critica verso l’andamento contemporaneo dell’uomo che non ha nulla da dire ma che parla con le frasi celebri altrui. Rivendico, invece, il potere e la forza della spontaneità, dell’ironia e della leggerezza. Amo la commedia, l’Italia ha insegnato al mondo a fare la commedia, penso che attraverso lo scherzo e l’ilarità possano celarsi messaggi molto più profondi, rivelando anche una malinconia di fondo, come capita proprio al mio Sasà che apparentemente viene giudicato come un farfallone, un Peter Pan che non cresce mai e non sa stare nel mondo reale, mentre in realtà è un uomo molto fragile ed incompreso. Non è altro che un finto vincente”.

Assisi, poi, ha raccontato la ricerca che ha preceduto la messa in scena del divertissement, motivando i suoi collegamenti drammaturgici ed il suo riferimento alla sfera degli insetti: “Il titolo della commedia è un riferimento a Riccardo III di William Shakespeare e al suo regno per un cavallo. Ho scelto questo titolo perché il protagonista abbandona il suo regno, il quale è la sua tana di sicurezze, abitudini e certezze, in cambio di una farfalla che nella sua vita muta e vola libera, è proprio il simbolo della libertà e del mutamento. In questa commedia si trovano numerose metafore, sempre riferite a Shakespeare ed ai miei gusti letterari. Vi è anche un omaggio a Gigi Proietti. Il mio lavoro metaforico si concentra soprattutto nell’intenzione di voler attribuire ad ogni personaggio una caratteristica del mondo degli insetti. Sono gli esseri più intelligenti e meraviglianti al mondo”.

Il ricordo di Lina Wertmüller

Sergio Assisi, inoltre, ha ricordato i suoi esordi ed i suoi primi anni di carriera, facendo riferimento al suo sodalizio artistico con Lina Wertmüller. Ricordi commossi e sentiti, svelati ai più giovani proprio al fine d’incoraggiarli a non demordere e ad inseguire i propri sogni, nonostante le difficoltà del percorso artistico. “Nella vita ogni cosa è difficile, proprio per questo dobbiamo fare ciò che amiamo ed inseguirlo, imparando a risolvere i problemi. Dobbiamo, inoltre, conservare sempre quel pizzico d’incoscienza giovanile che ci permette di essere ostinati e sognatori. Io sono partito dal niente più assoluto. Da giovanissimo incontrai Lina, donna ed artista eccezionale che mi ha stravolto la vita. Mi scelse, tra numerosissimi provinanti, per il ruolo di Ferdinando re di Borbone inFerdinando e Carolina perché fiutò in me quel guizzo di follia sincero. A 23 anni dormivo sul divano di casa sua, mi aveva preso davvero a cuore, credeva profondamente in me, gliene sono riconoscente. Vi racconto, non per parlare di me ma per farvi comprendere che tipo di persona fosse, questo aneddoto: nello studio in cui scriveva tutte le sceneggiature, ovviamente oberato di carte e documenti, tre fotografie portafortuna: vi erano la foto di Sophia Loren, Federico Fellini e Walter Chiari. Poi vi era una quarta fotografia, la mia. Credetemi, paragonato a loro mi sentivo davvero piccolo. Lina, al contrario, mi adorava e credeva nel mio potenziale. Mi ha spronato molto anche nel mio esordio alla regia – ed ha concluso – Diceva sempre che la vita dura massimo venti o trenta minuti, per questo va vissuta bene, senza essere condizionati da nessuno. Questo lo consiglio a tutti”.

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