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Gli studenti di Napoli per la Palestina: occupati tre licei storici in città
A. Silvestri
6 Ott 2025 - 16:05
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Gli studenti di Napoli per la Palestina: occupati tre licei storici in città

Vico, Vittorio Emanuele e Genovesi si uniscono alla mobilitazione contro il genocidio.

Dopo le mobilitazioni universitarie, anche gli studenti delle scuole superiori di Napoli hanno deciso di scendere in campo per il popolo palestinese. Nella mattinata di oggi, lunedì 6 ottobre, tre dei licei classici della città — il Gian Battista Vico, il Vittorio Emanuele II e il Genovesi — sono stati occupati dagli studenti, che hanno interrotto le lezioni ordinarie per dare spazio ad assemblee e iniziative autogestite. Il primo ad essere occupato è stato il Genovesi, storico liceo classico nel cuore di piazza del Gesù Nuovo, quando un gruppo di ragazzi è entrato nella scuola prima del suono della campanella. Poco dopo, dallo storico edificio è apparso uno striscione con la scritta “Genovesi Occupato”, simbolo dell’inizio ufficiale della protesta.

“Non vogliamo essere spettatori dei crimini di guerra”

Gli studenti del Genovesi hanno spiegato le motivazioni della loro azione in un comunicato: «Non possiamo restare in silenzio. Continuiamo la protesta iniziata con lo sciopero del 22 settembre per bloccare tutto, finché il governo Meloni non ascolterà le nostre voci». Sulla stessa linea anche i ragazzi del Vittorio Emanuele II e del Gian Battista Vico, che nelle ore successive hanno dichiarato a loro volta l’occupazione dei rispettivi istituti.

Assemblee e iniziative per tutta la settimana

Al Vico, in via Salvator Rosa, gli studenti hanno diffuso una nota nella quale rivendicano una scelta “lucida e consapevole”: “Ci inseriamo in un movimento di lotta che attraversa scuole, università e intere comunità. Vogliamo spezzare il silenzio che per troppo tempo ha legittimato la complicità del nostro governo rispetto al massacro palestinese. Siamo qui, come due anni fa, con la stessa determinazione: non possiamo e non vogliamo essere spettatori dei crimini di guerra commessi dallo Stato israeliano.”

Durante i giorni di occupazione, le lezioni saranno sospese e sostituite da assemblee, proiezioni e momenti di confronto dedicati al tema della guerra e dei diritti umani.

Una protesta che parte dai banchi

L’onda delle mobilitazioni per la Palestina, iniziata nelle università e nei porti italiani, arriva così anche nei licei napoletani. Con le scuole occupate e gli striscioni affissi alle finestre, gli studenti scelgono di trasformare le aule in spazi di dibattito politico, riaffermando il loro ruolo nella società civile.

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