Stretta sulla movida a Napoli: verso lo stop ai drink in strada dopo le 22
In Consiglio comunale la proposta di limitare l’asporto serale a piazza Bellini e vico Quercia. Residenti e locali restano divisi: il nodo sono gli orari di chiusura.
A Napoli, la vita notturna torna a far parlare di sé. Al centro del dibattito ci sono piazza Bellini e vico Quercia, due zone simbolo della movida al centro storico ma anche epicentro delle tensioni tra residenti, amministrazione e gestori di locali. Dopo la delibera approvata a luglio dalla giunta, la Commissione Legalità, Statuto e Regolamenti – presieduta dal consigliere Pasquale Esposito – ha rimesso sul tavolo la proposta che prevede lo stop alla vendita di alcolici da asporto dalle 22 e la chiusura delle aree esterne a mezzanotte.
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Le condanne al Comune e il risarcimento ai residenti
La stretta arriva anche a seguito di due dure sconfitte legali per Palazzo San Giacomo. Il Comune è stato condannato a risarcire con circa 1,2 milioni di euro i residenti della zona, a causa dell’inquinamento acustico.
Come riporta Il Mattino, per coprire le somme, sarà necessario un voto in Consiglio comunale sull’approvazione dei fondi «fuori bilancio», come confermato dall’assessore alla Legalità Antonio De Iesu.
Il braccio di ferro sugli orari
Se l’obiettivo della delibera è trovare un equilibrio tra diritto alla quiete e tutela delle attività economiche, il punto più controverso restano gli orari. Gli esercenti chiedono di spostare il divieto di asporto a mezzanotte e propongono una chiusura progressiva: entro l’una durante la settimana e alle 2 nei weekend.
Secondo i gestori, infatti, anticipare lo stop renderebbe insostenibile il lavoro.
La mediazione ancora da trovare
La giunta, attraverso l’assessore alle Attività produttive Teresa Armato, ha mostrato apertura al dialogo. Ma la distanza resta. Sul piatto ci sono da un lato il diritto al riposo dei residenti, dall’altro la tutela di circa 200 dipendenti che lavorano nei locali della zona. La partita si gioca tutta sugli emendamenti che potrebbero essere introdotti prima del passaggio in aula l’11 settembre. Solo allora si saprà se la stretta diventerà realtà o se prevarrà una linea più morbida.

