La storia di Vico Alabardieri e Belledonne a Chiaia

Claudio Pezzella

La storia di due strade fondamentali per la vita napoletana e dei loro nomi evocativi.

 

Date le sue radici antichissime, la città di Napoli è culla di una moltitudine di culture variegate, a loro volta portatrici di aneddoti caratteristici e storie appassionanti. Perdersi tra le stradine di Napoli è un’esperienza suggestiva come poche; vista la meravigliosa atmosfera che si respira tra i vicoli simbolo del capoluogo campano. Dal centro storico alle vie del lusso e dello shopping, tutto a Napoli sembra essere diverso rispetto alle altre città, date le sue peculiarità uniche e la compresenza costante di vecchi e nuovi simboli di Napoletanità. Tra le vie più belle e famose di Napoli, spiccano sicuramente Vico Alabardieri e Belledonne a Chiaia; due punti nevralgici della socialità napoletana, dalle origini storiche di elevata caratura, intrise di fascino.

La storia di Vico Alabardieri e Belledonne a Chiaia

A pochi minuti da Piazza dei Martiri e Via Carlo Poerio, Vico Alabardieri è, oggi, sede di ristoranti ed alberghi molto importanti per il turismo e la vita napoletana. In origine, la strada, doveva il suo nome alla caserma che, i sovrani di Borbone, vollero costruire al fine di ospitare il corpo speciale degli Alabardieri; agenti scelti come scorta personale del Re e della sua famiglia.

 

La storia del Vico Belledonne a Chiaia, invece differisce chiaramente da quella di Alabardieri, essendo che le sue origini nascono da una serie di interessanti leggende, purtroppo perlopiù prive di fondamento metodologico. Con il suo nome, il vicolo vuole celebrare la bellezza del popolo partenopeo. Sembrerebbe, infatti, che un tempo sarebbero esistite diverse strade, di denominazione ormai differente, il cui nome voleva omaggiare la bellezza degli uomini napoletani di ogni età, così come quella dei fiori. In ogni caso, Vico Belledonne si chiama così sin dal ‘600.

Le origini del nome del Vicolo

Fonti attendibili farebbero derivare il nome del vicolo dalle accese storie d’amore e passione a cui aveva fatto da sfondo. In molti, infatti, vedono un legame tra il Vico Sospiri, ad esso adiacente, fatto di sofferenza amorosa e vicissitudini sentimentali sorte nel segno dell’Eros più puro. Vico Belledonne a Chiaia, comunque, non è l’unica strada d’Europa con cui una città intende celebrare la bellezza delle fanciulle che lo abitano. Esistono, infatti, alcuni esempi omonimi a Firenze e a Ginevra, dove una porta medioevale recava l’incisione “pulchrarum filiarum”. Va comunque detto, che per questi ultimi esempi europei, le origini sulla denominazione dei luoghi rimangono avvolte da un alone di mistero ancor più fitto di quello che albeggia sul passato della stradina napoletana; rendendo incerta qualsivoglia teoria sulla loro nascita.



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