La stazione Monte Sant’Angelo di Napoli tra le 7 più belle del mondo
La stazione Monte Sant’Angelo di Napoli tra le 7 più belle del mondo
A. Silvestri
1 Ott 2026 - 11:48
Foto We Build

La stazione Monte Sant’Angelo di Napoli tra le 7 più belle del mondo

La fermata della metro Linea 7 firmata Anish Kapoor entra nella World’s Most Beautiful Stations List 2026 del Prix Versailles.

Monte Sant’Angelo, la fermata dell’arte della metro Linea 7 progettata da Anish Kapoor, è stata inserita tra le sette stazioni selezionate dal Prix Versailles nella World’s Most Beautiful Stations List 2026. Il riconoscimento internazionale mette insieme sette nuovi progetti distribuiti tra tre continenti, scelti per il modo in cui riescono a mettere in relazione architettura, design, innovazione, sostenibilità e identità locale. Non si tratta di una classifica dalla prima alla settima posizione: tutte le stazioni fanno parte della selezione 2026. I titoli mondiali saranno assegnati il prossimo 10 dicembre a Parigi, nella sede UNESCO.

Monte Sant’Angelo, la stazione che sembra una scultura

A rendere particolare la stazione napoletana è il suo rapporto con il sottosuolo. Monte Sant’Angelo, progettata da Anish Kapoor insieme a Future Systems e AL_A, si sviluppa a circa 48 metri di profondità. I suoi ingressi monumentali in acciaio corten e alluminio emergono nello spazio urbano come opere d’arte. Una volta attraversata la soglia, l’architettura cambia completamente dimensione: gli ambienti sotterranei, volutamente ruvidi e materici, richiamano suggestioni legate al Vesuvio, alle grotte e al mito della Sibilla Cumana.

È proprio questo dialogo tra arte, architettura e paesaggio a rendere la stazione diversa dalle tradizionali infrastrutture della mobilità. Il Prix Versailles la descrive come una sorta di scultura abitabile, un’opera dentro la quale il pubblico può entrare e muoversi ogni giorno.

Un’altra tappa della lunga storia delle stazioni dell’arte della metropolitana di Napoli.

Due stazioni italiane nella selezione

Monte Sant’Angelo non è l’unica presenza italiana nella lista 2026. Insieme alla stazione napoletana è stata selezionata anche la Colosseo-Fori Imperiali di Roma, confermando l’attenzione del Prix Versailles verso progetti nei quali le infrastrutture contemporanee dialogano con la storia e con il contesto urbano.

La selezione comprende inoltre stazioni molto diverse tra loro. A Melbourne, la Town Hall Station si distingue per i grandi spazi sotterranei, le colonne monumentali e le volte color rame. A Lione, la trasformazione della Part-Dieu ha ridisegnato una delle stazioni più frequentate d’Europa, creando nuovi collegamenti con la città, piazze e spazi dedicati alla mobilità ciclabile.

Doppia presenza invece per Riyadh, con la National Museum Station e la Western Station, entrambe caratterizzate da riferimenti all’architettura e al paesaggio locale. A Los Angeles, il LAX/Metro Transit Center punta invece sull’integrazione tra metropolitana, autobus e biciclette, con soluzioni legate anche alla ventilazione naturale e all’energia solare.

Quando una stazione diventa parte della città

Il filo comune della selezione è un’idea di mobilità nella quale le stazioni non sono soltanto infrastrutture funzionali, ma possono diventare nuovi spazi urbani, luoghi di incontro e simboli architettonici. È anche questa la direzione indicata dal Prix Versailles, secondo cui il design può contribuire a migliorare la mobilità e a trasformare i quartieri, portando innovazione senza cancellare il rapporto con la storia e la memoria dei luoghi.

 

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