“Spuzzuliare”, il significato del verbo napoletano
Il verbo "spuzzuliare" è molto usato dai napoletani e sta ad indicare una modalità ben precisa di consumare cibo per le vie della città.
La lingua napoletana è estremamente eterogenea, complessa, ricca, variegata. Non è soltanto una lingua, è un modo di stare al mondo, un ricco patrimonio orale e scritto di modi di fare, di vivere e di comportarsi. I verbi napoletani, infatti, indicano delle vere e proprie attività della gente del posto. Il verbo spuzzuliare, ad esempio, rappresenta il modo di mangiare per le vie nevralgiche della città.
Cosa significa spuzzuliare
La gastronomia partenopea vanta diverse eccellenze sia di mare sia di terra appartenenti alla sfera dello street food. Passeggiando per strade centrali come via Toledo o come quelle dei Decumani come via dei Tribunali, è impossibile non farsi ammaliare dal profumino di cucinato proveniente dalle numerosissime friggitorie, pizzerie e pasticcerie locali. Risulta quasi impossibile scegliere una sola pietanza da consumare per pranzo o per cena e, di fatto, non si sceglie! Si assaggia tutto e, come si vuole dimostrare, si spuzzulea.
Il verbo spuzzuliare, quindi, significa assaggiare in piedi ed in modo itinerante, senza sedersi al tavolo, i diversi cibi napoletani. In questo modo si può degustare un po’ di tutto, usufruendo dei prezzi concorrenziali delle varie attività locali! Questa è un’abitudine tipica sia dei napoletani del posto, sia dei turisti che in poco tempo e con pochi soldi, riescono a gustarsi più piatti.
Come si fa
Ovviamente si spuzzulea con una logica e seguendo un ordine (che sicuramente può essere variato in base alle proprie esigenze ed ai propri gusti personali). L’ordine rispecchia proprio quello di un menù a la carte di qualsiasi tavola calda: antipasto, primo, secondo, dolce e digestivo!
Si inizia a spuzzuliare presso le friggitorie tipiche, prendendo dei fritti come il timballo di pasta, il crocchè, la pizzetta di melanzane etc. Dopo di ciò, le possibilità da adottare sono molteplici: si può acquistare qualche primo piatto tipico d’asporto come la pasta e patate, la pasta e ceci, la pasta e piselli, la pasta allo scarpariello, la pasta alla genovese; ci si può fermare, altrimenti, presso qualche pizzeria e prendere una pizza a portafoglio o una pizza fritta; ancora, si possono acquistare i famosissimi cuzzutielli ripieni di carne al ragù o alla genovese dai mitici chianchieri napoletani!
L’importante è concludere in bellezza e con una nota di pura dolcezza, sostando presso qualche pasticceria per assaggiare la famigerata sfogliatella (è un dilemma scegliere tra quella riccia e quella frolla), un babà o una zeppola di san Giuseppe. Per chiudere davvero le danze, è canonico bersi un caffè al banco o un amaro tipico del posto!

