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Splendore al Mann, dopo 50 anni riapre il Giardino della Vanella
S. Di Palma
23 Dic 2022 - 16:19

Splendore al Mann, dopo 50 anni riapre il Giardino della Vanella

Mille metri quadrati che tornano a riempire gli spazi verdi a disposizione dei cittadini del Museo Nazionle di Napoli, finiti i lavori di riallestimento.

Uno dei tre cuori verdi del Museo Nazionale di Napoli torna a fruizione del pubblico e dei cittadini: dopo 50 anni, infatti, riapre il Giardino della Vanella. Si tratta di mille metri quadrati tra verde e aria aperta nel pieno ventre di uno dei luoghi culturali più importanti della città.

I lavori di riallestimento sono terminati il 23 dicembre 2022, con riapertura ai visitatori: i lavori, previsti nel progetto PON 2014-2020, sono stati portati avanti dall’architetto Silvia Neri e offrono un ritorno al massimo splendore di questo luogo magico.

MANN, riapre il terzo cuore verde del Museo

La riapetura del Giardino della Vanella è molto importante per il Museo più prestigioso di Napoli: oltre ad offrire un luogo ricreativo all’aria aperta, è un’occasione imperdibile per celebrare la lunga storia del luogo.

Il giardino della Vanella, progettato dall’architetto Pietro Bianchi nel 1832, è stato riqualificato negli anni Trenta del Novecento da Amedeo Maiuri, ma nel tempo è stato ridotto a deposito di marmi e reso non fruibile per un cinquantennio.

Oggi si completa quel percorso di tutela e valorizzazione del verde museale, intrapreso con la mostra -Mito e natura- e proseguito con il nuovo allestimento dei Giardini delle Fontane e delle Camelie. Il Giardino della Vanella ci porta a dialogare sempre più con la città: in rete con la Regione Campania, quest’area sarà collegata con l’Istituto Colosimo, proprio partendo dal Braccio Nuovo del MANN. La Vanella si connoterà come uno spazio ad alta complessità: con il wi-fi, i visitatori potranno leggere il Qr code delle piante, per individuare simmetrie con le specialità botaniche rappresentate in mosaici e affreschi pompeiani. Questo approfondimento è stato possibile grazie agli studi compiuti con il Dipartimento di Agraria della Federico II“, commenta il Direttore del Museo, Paolo Giulierini.

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