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Spiagge di Posillipo, il TAR annulla il numero chiuso: accesso libero senza prenotazione
A. Silvestri
11 Feb 2026 - 15:59
Foto Shutterstock Lucamato

Spiagge di Posillipo, il TAR annulla il numero chiuso: accesso libero senza prenotazione

Stop al limite di 60 ingressi al giorno e alla chiusura anticipata: il TAR dà ragione all'associazione Mare Libero.

L’accesso alla spiaggia è un diritto costituzionale secondo il TAR Campania, che ha accolto integralmente i ricorsi presentati dall’associazione Mare Libero contro il contingentamento degli accessi alle spiagge pubbliche di Donn’Anna e delle Monache, a Posillipo. Stop quindi al limite di 60 ingressi al giorno, alle prenotazioni online gestite dai concessionari privati e alla chiusura anticipata alle 17.30. Per i giudici amministrativi, la spiaggia è un bene pubblico collettivo e deve essere realmente accessibile a tutti.

La spiaggia non è un “prolungamento” dei lidi privati

Nel mirino del ricorso c’erano le delibere del Comune e dell’Autorità Portuale di Napoli che, negli ultimi anni, avevano introdotto sistemi di filtraggio degli accessi alle spiagge libere attraverso i gestori dei lidi confinanti. Il TAR ha annullato questi accordi, ribadendo un principio chiaro: l’uso pubblico e gratuito della spiaggia deve essere la regola, mentre la concessione ai privati rappresenta un’eccezione.

I Comuni, sottolineano i giudici, non possono adottare provvedimenti che, anche se motivati da esigenze di ordine o sicurezza, finiscano per trasformare le spiagge libere in una sorta di “dependance” degli stabilimenti balneari.

Niente più prenotazioni e chiusure anticipate

Con la decisione del TAR viene bocciato il sistema di prenotazioni online e contingentamento degli ingressi gestito dai concessionari. I cittadini devono poter accedere liberamente alle spiagge pubbliche, senza controlli filtrati dai privati e senza sottostare a regole imposte indirettamente dai lidi.

Annullata anche la chiusura alle 17.30: secondo i giudici, l’orario di chiusura delle attività balneari deve avvenire almeno alle 20, per non penalizzare anziani e bambini che non possono frequentare la spiaggia nelle ore più calde della giornata. Le sentenze chiariscono inoltre che la spiaggia libera deve essere realmente tale: non un semplice corridoio di passaggio, ma uno spazio dove poter sostare e godere del mare senza pressioni o condizionamenti.

La reazione di Mare Libero

Per l’associazione Mare Libero non si tratta unicamente di una vittoria giudiziaria, ma di un precedente fondamentale. «È un passo decisivo per restituire le spiagge alla collettività – dichiarano – e per affermare che il mare non si prenota, non si filtra e non si concede attraverso accordi opachi».

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