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Social World Film Festival 2022, l’intervista a Ludovica Francesconi
E. Francini

Social World Film Festival 2022, l’intervista a Ludovica Francesconi

Ludovica Francesconi ospite al Social World Film Festival 2022. Le sue dichiarazioni in merito al suo impegno sociale nelle registrazioni della trilogia di film presenti su Prime Video.

Ludovica Francesconi ospite al Social World Film Festival 2022, la Mostra Internazionale del Cinema Sociale per la direzione artistica di Giuseppe Alessio Nuzzo. L’attrice laziale di 22 anni ha ricoperto il ruolo della protagonista Marta nella trilogia dei film “Sul più bello”, “Ancora più bello” e “Sempre più bello” attualmente fruibili sulla piattaforma streaming Prime Video. Delle opere audiovisive che sposano perfettamente il cinema sociale, in quanto sono incentrate sulla storia di Marta, una ragazzina affetta da una malattia rara che è la fibrosi cistica.

Ludovica Francesconi si racconta 

Quando ha capito di voler fare l’attrice nella vita?
“Fin da piccola avevo le idee chiare. Quando all’asilo mi chiedevano cosa volessi fare da grande, rispondevo senza esitazione l’attrice. Durante il liceo ho iniziato a studiare recitazione e quindi ho alternato lo studio scolastico a quello recitativo. Arrivata all’età di 20 anni non mi era ancora arrivato il mio primo ruolo. Quella è l’età dove termini la scuola e devi capire cosa devi fare della tua vita e, soprattutto, devi farlo! Quindi decisi di fare l’ultimo provino e mi dissi “O ci riesco o cambio strada”. Alla fine è stato il provino più bello e fortunato e mi ha portato fin qui. È stato per me lavorare durante la pandemia, è stato un periodo strano dove nessuno si aspettava cosa stesse succedendo. Facemmo i primi due giorni di set dal 18 al 20 marzo. Ovviamente poi venne bloccato tutto.
Ho dovuto adattarmi a dei ritmi diversi di lavoro e di vita perché la mia carriera cinematografica stava nascendo in un periodo storico e sanitario molto delicato”.

Che consiglio offre ai giovani aspiranti attori che si trovano nelle condizioni in cui versava lei e che, come lei, erano tentati dal desiderio di abbandonare questo sogno?
“Servono tanta pazienza e tanta determinazione, non bisogna mai cedere alla tentazione di abbandonare. Mai demordere in seguito ad un “no” è la parola d’ordine. Bisogna studiare tanto e compiere una ricerca costante”.

Questa edizione del festival è dedicata a Monica Vitti. Cosa ha significato per lei questa attrice e quali sono in genere i suoi gusti cinematografici?
“Io ho gusti e preferenze un po’ antiche rispetto la mia generazione. Monica Vitti è una grandissima, parliamo del grande cinema. Per me è una delle attrici che va presa di esempio nella vita, servono dei punti di riferimento così. Io li studio con ammirazione e curiosità, perché purtroppo non ho potuto vivere nei loro stessi anni.
Io amo il cinema italiano. Uno dei miei personaggi di riferimento è Eleonora Duse. Nonostante sia stata un’attrice di teatro e di conseguenza abbia fatto un solo film tra l’altro muto e in bianco e nero, trovo la sua potenza espressiva incommensurabile!”

Come si è preparata per interpretare Marta? E, soprattutto, ha avuto occasione di conoscere qualcuno che nella vita reale soffre di fibrosi cistica?
“Per interpretare il personaggio di Marta ho incontrato una pneumologa e dei ragazzi malati realmente di fibrosi cistica. Ho imparato tantissimo da loro e ho iniziato a percepire la vita in modo diverso. Loro sono stati di esempio per me e mi sono stati da monito per la ripresa di tutta la trilogia. Penso che proprio questo modo leggero, incantato, favolistico e comico di raccontare la malattia abbia incantato il pubblico e lasciato speranza. Questi ragazzi che ho incontrato sono davvero come Marta. La fibrosi è una loro caratteristica ma loro non sono soltanto la loro malattia, sono tanto altro. La fibrosi non nè un limite nè un tratto che caratterizza una persona in modo assoluto.
Sui social ho avuto un grande riscontro perché tanti ragazzi affetti da fibrosi mi hanno contattato. Ho sentito il peso della responsabilità perché gli ho dato voce”.

A proposito di responsabilità, socialmente lei quale ruolo pensa di ricoprire e in che modo usa i social network?
“A prescindere dalle tematiche che trattano i film, mi sento a prescindere responsabile socialmente sui social network. Spesso questi ultimi possono essere pericolosi e per questo bisogna farne un uso coscienzioso e sano. A me piace condividere contenuti positivi e cerco di essere molto semplice, mi piace essere di esempio per i ragazzi più piccoli”.

Alle riprese della trilogia hanno preso parte anche Drusilla Foer e Loredana Bertè. Come è stato condividere il set con loro?
“Loro sono due miti. Con Loredana non avevamo scene insieme, pierpaolo non ho potuto recitare con lei. Insieme ad altri attori noleggiai un pullmino per andare a trovarla su un set fuori Torino e ricordo che fu di una gentilezza unica. Bisogna imparare da questi grandi personaggi dello spettacolo che non perdono mai l’umiltà. Per quanto riguarda Drusilla, è stato fantastico lavorare con lei ed io amo il modo in cui si approccia al suo mestiere. Per me sono state entrambe di esempio”.

Lei ha iniziato con il teatro e ha portato diversi spettacoli in scena. Ad oggi nutre una preferenza tra il cinema e il teatro o li pone sullo stesso piano?
“Io ho iniziato con il teatro perché mi trovavo in una compagnia teatrale dove ho portato in scena “Alice nel paese delle meraviglie”. Per me la formazione teatrale è stata fondamentale, perché è avvenuta negli anni adolescenziali e mi ha fatto trovare il mio spazio nel mondo. Mi ha aiutato ad esprimermi e mi ha fatto comprendere come esprimermi.
Ad oggi non saprei scegliere tra il teatro e il cinema, per me la recitazione è un modo per esprimermi. È ovvio che quest’ultimo può variare in base al fatto che dinanzi ci sia il pubblico in platea o la macchina da presa diretta dal regista. Per me è come la considerassi una seconda parte, la prima parte sono io che mi approccio al mondo mediante la recitazione”.

Può anticiparci qualche informazione sui suoi prossimi lavori?
“Sto per girare un progetto molto importante e sono molto felice di lavorarci ma non posso ancora svelare tanti dettagli in merito”.

 

Foto di copertina scattata da Fabio Punzo

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