Se a Sanremo si parla napoletano: #Sanremo2016 ed i the Jackal

Valentina Cosentino
Se a Sanremo si parla napoletano: #Sanremo2016 ed i the Jackal
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Allora, non è che vogliamo per forza parlare di Napoli anche quando proprio non “c’azzecca” niente, ma siamo stati provocati, siano sempre protagonisti non c’è niente da fare! Ci sarà un motivo se si chiama sempre in causa Napoli, i napoletani e i campani in generale!

Sul palco, nelle canzon, fuori dal palco, in rete, il festival di Sanremo quest’anno parla napoletano più che mai.

Sarà merito di Rocco Hunt, che si sarà anche salernitano, ma canta in napoletano, “wake up guagliù” è già un tormentone ed è uno dei pezzi più riusciti del festival. E poi c’è Clementino, napoletano  dentro, fuori, nella sua canzone, con le su lacrime dedicate a chi deve partire per trovare un futuro migliore.

Ma qui non ci sono solo i cantanti di casa nostra a  portare a Sanremo il sole di Napoli, anche se devo dire, per averlo sperimentato, che sulla riviera di levante il sole non manca mai, davvero mai. Anche il grande Elio con la sua ironia e con la sua genialità nella una canzone di soli ritornelli parla di Napoli, Napoli nel cuore e sulle labbra. E poi naturalmente c’è Peppe Vessicchio, il direttore d’orchestra più amato di sempre, già oggetto di un vero e proprio caso vista la sua assenza dalla prima serata, tanto amato ed atteso che appena salito sul palco per la prima volta ha oscurato addirittura Patty Pravo. Insomma, i napoletani, come si dice oggi “scassano” sempre.

E come se non bastasse, ecco il vero capolavoro: the Jackal, sono loro i veri mattatori del festival, anche se non sono saliti sul palco, se non sono sulle pagine dei giornali e non sono neppure in radio. Basta aprire un attimo FB dare un occhio alla loro pagina e capire che il modo di vedere il festival è cambiato. Semplicemente digitando uno stato sanno scatenare il pubblico in commenti arguti ed attenti che ricordano i bei tempi della Gialappa’s band in radio, i tempi dei loro “RAI dire Sanremo” e trasmissioni simili.

Insomma i fan di una visione alternativa e ragionata del festival quest’anno non sono orfani, ironia e  festival finalmente tornano a dominare la scena e questa ironia parla napoletano, il napoletano dei mitici the Jackal che hanno come spalla d’eccezion un Luca Ward scatenatissimo sul web. Uno dei doppiatori italiani più bravi di sempre (e secondo me anche grande attore), Luca Ward, ironico e divertente, risponde ai commenti degli utenti, scherza e risponde agli scherzi. Non è un caso che sulla pagina the Jackal, che sta registrando cifre impressionanti, migliaia di Like in pochi minuti, si diano appuntamento in tanti, per ridere e scherzare sul festival senza mai scadere nella volgarità.

E non dimentichiamo che ci sono loro dietro le esclamazione diversamente incomprensibili di Clementino (‘Deux frittur’) e di Noemi ieri (sta senz’ pensieri), si perché stavano giocando proprio con loro e con il pubblico a casa, una sorta di saluto in codice. Passeranno anche loro alla storia di Sanremo, certo non hanno inventato nulla, qualcuno potrà dire. La Gialappa’s per anni ha fatto questo, ma è una bella eredità che i nostri napoletanissimi the Jackal hanno raccolto e che stanno reinventando al modo dei social network.

 



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