Scontro tra De Luca e De Magistris sulla riapertura

Grande Napoli

“Davvero non si comprende quali siano le ragioni di merito che possono motivare un provvedimento di apertura generalizzata e la non limitazione della mobilità nemmeno per le province ancora interessate pesantemente dal contagio”. Lo dice il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Adotteremo, senza isterie e in modo responsabile, insieme ai protocolli di sicurezza già vigenti – annuncia – controlli e test rapidi con accresciuta attenzione per prevenire per quanto possibile, il sorgere nella nostra regione di nuovi focolai epidemici”.

 

Per il presidente della Giunta regionale Vincenzo De Luca l’ ordinanza del 29 maggio (n.248) del sindaco di Napoli De Magistris, che autorizza l’ apertura dei locali notturni fino alle 3.30 e la vendita con asporto di alcol fino alle 24 è illegittima. De Luca chiede, in una lettera, l’ intervento di Prefetto, Questore e Polizia Municipale.

 

    “Tale provvedimento – scrive De Luca – è palesemente illegittimo, non soltanto per carenza di potere – in quanto assume a proprio presupposto una situazione di crisi epidemiologica che coinvolge l’intero territorio regionale e detta disposizioni i cui effetti si riverberano ben oltre i confini del territorio comunale – ma altresì e soprattutto per violazione della norma (art. 3, comma 2 del DL 19/2020) che dispone che “i Sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili e urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali e regionali.

 

”La nostra ordinanza non solo è perfettamente legittima ma è anche doverosa perché attua meglio le prescrizioni sanitarie ed è passata anche attraverso una chiara interlocuzione con il presidente del Consiglio che, nell’incontro in videoconferenza di giovedì scorso con i sindaci delle Città metropolitane, ha preso l’impegno a intervenire e a chiarire dal punto di vista normativo questa materia”. Lo ha detto all’ANSA, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, all’indomani dell’emanazione dell’ordinanza sindacale, emessa ieri in serata, che contrasta con l’ordinanza regionale, per quanto riguarda gli orari di chiusura dei bar, baretti e locali e l’orario di stop della vendita di bibite e alcool da asporto, prolungandone la durata. ”Nell’intesa trovata con il presidente Conte – ha aggiunto – c’è la centralità del ruolo dei sindaci nella fase 2 ed è stato espressamente affrontato il tema della legittimità dell’intervento del sindaco con ordinanze”.



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